“Non ho più vestiti da indossare. I Jeans non riesco a chiuderli, i pantaloni eleganti non ho voglia di provarli perché mi sento a disagio; ho una panza che mi sembra di somigliare a mio cognato; non ho voglia di uscire né di mettermi a dieta; e poi per la dieta è troppo tardi; la lecca-scroti si toglie dalle palle domani; che faccio, mi metto a dieta un giorno prima? Non ha senso. Ho già appuntamento con due puttane su tre. Una fra l’una e le tre, una la sera e, se non rimane a dormire con me, prendo un taxi e mi faccio portare finalmente in qualche locale di puttane, così che mi decida a vedere dove sono; non può essere che qui non ce ne siano; ci sono in tutto il sud est asiatico. Ho appuntamento con due femmine; una di ventiquattro anni, indonesiana, dolcissima puttana; un’altra locale, affermata, sopra i quaranta, discreta, affascinante, con i tessuti della pelle molli che cadono leggermente ai lati delle guance; mi manca la terza. E poi piove, dio cane come piove; dio vigliacco piovono tonnellate metriche d’acqua da tutta la settimana; non ho voglia d’uscire; mi sento a disagio con la panza gonfia a farmi vedere nei locali; no, non esco; le invito a venire direttamente in camera, tutte e due; e se poi non vengono che cazzo me frega? Se vengono risparmio le spese del vino nei ristoranti e nei bar, se non vengono mi faccio portare a puttane dal taxi.” – Il piano del maresciallo Fabrizio Frizzi sembrava prendere forma. Ma quanto sono puttane le donne? Tanto, sono puttanissime. Frizzi aveva perso tutto il pomeriggio con gli appuntamenti e non era ancora sicuro di nulla; puttane e puttanine; una puttanina di ventiquattro anni, purtroppo, con la figa depilata; e una taiwanese con un fare che pareva riepilogare mezzo secolo di storia. Quanto tempo e quante chiacchiere inutili; a Frizzi interessava incularle, mica doveva farci un dialogo; e non perché non gli piacesse il dialogo; è solo che di cosa devi parlare con la gente deficiente e ignorante? Le donne sono cretine e ignoranti pure loro; però, a differenza degli uomini, hanno la figa, alcune cinesi anche molto pelosa, e, se anche una donna è stupida però ha la figa pelosissima di peli nerissimi, quando le lecchi la figa e i nerissimi peli della figa, bevendo l’acqua di rugiada del Kentucky, che cazzo ti frega più della sua stupidità? Le donne cinesi hanno la figa più buona da leccare del mondo. È acqua di sorgente, hanno una secrezione vaginale purissima e i peli neri del pube sono spessissimi, rigogliosissimi, nerissimi di nerissima pece nera. La figa è da leccare e il culo è da inculare; la sequenza è: culo, bocca, figa; Frizzi faceva così con Lisa, la puttana laotiana che aveva conosciuto a Tropicana; la inculava e le veniva nel culo, facendola gemere di versi acuti e lunghissimi; dopo una mezz’oretta si faceva la doccia e si faceva fare un bocchino con ingoio totale; ma Lisa voleva l’uccello puzzone, continuava a ripetergli di non lavarsi; figurati se Frizzi non si lavava il pisello; era un idiota, sì, ma era un idiota di suo e si lavava il pisello; aveva la pancia gonfia, sì, ma era una pancia di suo, e quel giorno voleva sia il whiskey che lavarsi il pisello; Lisa baciava, leccava, baciava e leccava, e il cazzo piano piano si rigonfiava; venirle in bocca era non proprio cosa facile dopo solo mezz’ora. Ma con Lei era possibile; comunque il meglio dell’erezione il Frizzi la teneva per l’inculata, ecco perché la sequenza era CULO-BOCCA-FIGA; ed ecco perché le donne sono meglio degli uomini; hanno e usano tre orifizi in modo più intelligente. A parte che non era l’unica cosa che facevano meglio degli uomini, loro avevano il vantaggio che potevano fare i pompini con il culo, con la bocca e con la figa.

Il lunedì seguente Fabrizio Frizzi si trovava a camminare nel parco, sudato, nel vano tentativo di sgonfiare un po’ di trippa, con l’ausilio della tecnologia, l’orologio impermeabile di fabbricazione taiwanese che gli dava la percezione sonora del suo ritmo cardiaco, e aumentava di volume quando esso era sotto i 120. Frizzi dovette prendere coscienza della tristezza di ciò che la metropoli offriva; a differenza di Tropicana, qui non c’era la zona speciale dei locali-termitai, spasmodicamente brulicanti di puttane filippine e indonesiane. Qui c’erano le zone di battaglia, sì, quelle che un tempo erano destinate ai soldati americani stanziati sull’isola della tristezza. Gente dotata di scarsissime attrattive, gente modesta, ignorante, gente che si divertiva nei go-go girls bar, quelli che in assoluto il Frizzi detestava di più. E oggi, quelle puttane fasulle che insistono a dividere le consumazioni per spennare i clienti in cambio di qualche inutile palpatina, dovevano essere proprio le stesse che battevano la zona ai tempi dei soldati americani; la più giovane poteva essere madre per Frizzi; nondimeno, chiedevano il controvalore di 120 Euro per farsi scopare; la pazzia assoluta. Frizzi aveva perso tutta la settimana per organizzare il week-end; ed era stato tutto inutile; aveva letto di tutte le scopate che si erano fatti i vari scrittori di blog erotici che raccontavano nei dettagli come giungere e i vari mezzi da prendere per arrivare alla zona delle vecchie bagasce giubilate. Era uscito alle dieci e mezzo di sera di venerdì ed era rientrato alle dieci e mezza del mattino successivo; si era bevuto una quantità impressionante di odiosissimo bourbon prezzolato, cacciato a forza nella bottiglia del Johnny Walker etichetta nera e spacciato per autentico; si era anche fatto molte birre taiwanesi, ma alla fine non era riuscito a portarsi a letto nemmeno una di quelle vecchie vacche di zona guerra; nemmeno una reliquia, nemmeno un residuo dell’ultima guerra mondiale, prima della nuova tragedia. Per il sabato il programma era: pizza, vino spumante e a letto tutto il giorno; senza neppure farsi una sega. Tropicana era diversa; a Tropicana c’era la libertà di sbarco anche per le filippine e per le indonesiane; quindi, tutte quelle puttane che riempivano all’impossibile i locali interrati della zona di battaglia, non erano sguattere di mestiere e puttane occasionali; no; erano puttane di mestiere in cerca di grano; non erano sguattere e probabilmente non avevano mai preso in mano una scopa, o lavato una cucina, in vita loro; era tutto svelato il malinteso per Frizzi; siccome la stessa straripante quantità di filippine e di indonesiane erano impiegate in entrambe le isole, il Frizzi aveva speso un anno illudendosi che ciò che avveniva a Tropicana dovesse ripetersi anche lì; e invece no. Le sguattere, in entrambe le isole, venivano impiegate sei giorni e mezzo su sette, quando erano fortunate. E, se pure avevano mezza giornata di libertà alla domenica pomeriggio, dovevano ritornare di corsa prima delle 9 di sera. Erano trattate come schiave e non sarebbe mai stato possibile per loro uscire la sera o dormire fuori. Ma, allora, tutte le puttane di Tropicana non erano sguattere in libera uscita; no, erano semplicemente delle puttane che ottenevano visti d’entrata di un paio di settimane; passavano le nottate nei locali notturni e poi, a scadenza del visto, anziché rientrare a casa, andavano in Cina popolare per un giorno o due e rientravano a Tropicana per un altro visto e per altre due settimane di scopate, di sborra fredda fra i denti e di preservativi mentosi ammosciati. Questo non si poteva fare da altre parti; perché la libertà assoluta dell’isola di Tropicana era uno dei principi su cui si basava tutta la sua economia. A Tropicana, poteva sbarcare chiunque, e non c’erano pregiudizi per nessuno; inglesi circoncisi, africani, cani porci e puttane, tutti potevano riparare per un po’ a Tropicana. Quindi anche il Frizzi, che era un cane bastonato ignorante e maleducato, avrebbe avuto 90 giorni di transito se solo avesse potuto permetterselo. Tropicana era costosa, maledettamente costosa. A lui erano concesse solo 3 notti e doveva sfruttarle bene, cercando di inculare e di scopare il più possibile. Nella nuova metropoli, dove Frizzi si trovava a scrocco della moglie, non aveva la possibilità di farsi una scopata sulla via di ritorno a casa, come prima; non era riuscito a trovare neppure l’ombra dei negozietti di parrucchiere bocchinare e puttane che scopava senza preservativo in Cina comunista, non era riuscito a vedere nemmeno l’ombra di quei locali-termitai spumeggianti di puttane super-agitate e sempre pronte a farsi inculare al ribasso. Ora poteva vedere nella nuova metropoli che le puttanine indonesiane e le puttanelle filippine, anziché essere impegnate a fare lavori più utili, venivano mandate nel parco a far fare i bisogni ai cani; Frizzi andava al parco per accennare un po’ di jogging; ma loro no, loro erano schiave tenute per portare i cani fuori a cagare, nello stesso parco dove il Frizzi si doveva allenare; dio cane che teste di cazzo che avevano le persone; in ogni Stato ne trovavi di diverse; ma in comune avevano quasi tutte un tale livello di idiozia che rasentava e superava i livelli di comune diagnosi di pazzia. Una ragazzina giovane e inutilizzata, con il culo inutilizzato, la bocca inutilizzata, la figa inutilizzata; ma con che criterio logico la si teneva a portare il cane a spasso nel parco? Non era meglio metterla a fare la puttana? E, se le fosse stato domandato, di lavorare come puttana, magari a parità di stipendio, lei, che cosa avrebbe risposto? Avrebbe potuto dire una frase tipo: – “Io non sono mica una troia, io faccio un lavoro onesto” – ed era veramente un lavoro onesto il suo? Un lavoro che la gratificava nella sua qualità di essere umano? Frizzi pensava che, se a lui fosse stato dato di scegliere fra il fare la puttana e il portare a spasso il cane per poi raccogliere la sua merda, Frizzi, senza esitare, avrebbe scelto di fare la puttana. Ma poi Frizzi avrebbe scelto di fare la puttana in ogni caso, a prescindere da quali fossero state le sue alternative. E invece queste giovani puttanine inutilizzate venivano sprecate per portare a spasso dei cani lenti e rincoglioniti, per farli pisciare e cagare, per poi raccogliere la merda e buttarla ordinatamente negli appositi contenitori per la merda dei cani. La pazzia, la più assoluta pazzia. Il cazzo gonfio di Frizzi era lì, puntato sulla sguattera indonesiana, ma non poteva incularla subito; avrebbe dovuto perderci un sacco di tempo e tempo e denaro erano lussi di cui Frizzi non disponeva più da un sacco di tempo. Non aveva tempo, non aveva scelte e in cassa aveva pochissimo denaro; era un reietto, e non doveva dimenticarlo; però, ripensandoci, in quella metropoli c’erano altri due o tre milioni di idioti imbecilli con i quali non avrebbe voluto far cambio; non aveva mai visto una città così piena di cani in tutto il mondo e tantomeno nel sud est asiatico; li portavano al guinzaglio, nella culla dei bimbi, nella carrozzina, nel passeggino, li mettevano a sedere sulle panchine a fianco alle ragazze puttanine che si leggevano il libro sedute vicine al culo nudo del cane loro compagno; e chissà quante altre cose facevano con quei cani? Poi c’erano quei manager impegnati che non avevano tempo per goderseli e li facevano cagare per via delle loro sguattere-bambinaie-di-cani. Anche in questo caso riuscivano ad esprimere una profondissima stupidità; se non hai tempo di gestire il cane, perché te lo prendi? Se non porti a cagare il cane di persona, perdi tutto il massimo dell’espressione della sua personalità; il cane si esprime quando esce, quando gioca, saltella, fiuta, piscia e caga; questi atti riassumevano ciò che il cane poteva dare al padrone, in termini relazionali. Se uno non ha il tempo di viverseli e di goderseli, ancora una volta, che cazzo lo prendeva a fare il cane, dio cane?

Il mondo era un mondo d’idioti e il Frizzi era destinato a restare sempre più solo con la sua limitata competenza, che nessuno perdeva tempo ad ascoltare. Gli restavano poche cose capaci d’interessarlo: il culo, la figa e la bocca (per i pompini, non per le conversazioni amene) delle puttane indonesiane, delle puttane filippine – queste un po’ meno – delle sue mogli cinesi e delle puttane cinesi, il whiskey scozzese, il vino australiano e qualche lettura. Il culo di sua moglie, la figa di sua moglie e i bocchini con ingoio totale di sua moglie erano pratiche che tendeva a trascurare sempre di più; era annoiato di lei, del suo culo budino, delle sue lagne perché ogni tanto la figa le doleva o del suo essere restia a cagare regolarmente per farsi inculare subito poi. Era stufo di doversi ripetere ma doveva trovarsi un treno di puttane da mettere in fila per la sodomizzazione totale, per le sborrate nel punto più interno dell’ampolla rettale e dello sfintere anale interno. Doveva trovare qualche nipotina giovane, magari vergine, possibilmente giovanissima, adolescente, da sottoporre a sodomia, da far venire e godere senza romperle l’imene. Ma non era cosa facile. Trovare una tardona e scoparla senza pagare era possibile, certo, ma doveva andare nello stesso locale che era frequentato prevalentemente dalle tardone puttane affamate di cazzo e di scroti arricciati da leccare; c’erano questi locali, ce n’era uno in particolare; ma il Frizzi non ci poteva andare perché lì era conosciuto, essendo che sua moglie era stata, prima di mettersi con lui, una frequentatrice abituale di quella fogna e una leccatrice di scroti duri e di cazzi circoncisi di ubriaconi inglesi e australiani; sua moglie era amica della puttana-manager del locale, tanto a lungo e con tanta frequenza aveva parcheggiato il suo culo budino sulle poltrone di quel puttanaio; la puttana manager che non avrebbe esitato, forse, a farle sapere che lui era stato visto a pesca di mignotte proprio nel bar dove le aveva categoricamente vietato di ritornare.

 

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Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

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