“”Tu non vai con uomini sposati, vai solo con gli sconosciuti. E ora, a 37 anni, i figli li devi fare proprio con me? Hai sempre avuto la testa sospesa fra un cocktail e una sigaretta; il tuo piccolo cervello ha galleggiato nell’alcol per gli ultimi cinque anni, si è bruciato; ti fai inculare tutti i giorni, anche fino a tre volta al giorno, è vero; ma questo lo fanno tutte, una volta che hanno imparato a farselo piacere; hai leccato scroti e buchi di culo agli ubriaconi inglesi circoncisi, ai neozelandesi, agli australiani; ma come ti viene in mente che proprio io devo fare dei figli con te e poi mantenerli pure? È ovvio che sei cretina, oltre che puttana per naturale inclinazione d’animo. Una donna autonoma, e cioè, una che ha un lavoro al consolato olandese dove non fa un cazzo, si paga l’affitto da sé, beve, fuma e, tre volte a settimana, va a ubriacarsi assieme alle altre puttane, la banda delle amiche tardone al bar delle puttane qualificate per rimediare qualche scroto occasionale la leccare come un gelato surriscaldato. Una donna autonoma, sì, trovati un marito nord europeo, con le palle fredde e lo sguardo alle carte.””

Questo era il pensiero, dieci anni prima della tragedia, del giornalista Massimo Mazzucazzo, il cronista più tedioso del Corriere della Sega, Mazzucazzo, quello che, se qualche collega gli prestava una copeca, gliela restituiva col cazzo. E ora, dopo più di dieci anni, i figli di puttana erano tutti abortiti spontaneamente, e questo capitava molto logicamente, quando una donna si ubriacava per tre settimane e per cinque anni di seguito e poi pensava di fare bambini a 37 anni, ma i due mentecatti stavano ancora assieme, e non scopavano quasi più, se non una o due volte al mese, tanto per dimostrare che ci fosse una ragione per convivere, dopo tutto, oltre a quella di lui, che era il mantenimento, dato che lei aveva pagato e pagava tutte le sue spese. Pensa che stronzo! Persino il biglietto aereo, gli aveva comprato, e il nuovo computer, molto costoso, solo per essere sicura che non cambiasse idea, che partisse da 6000 miglia di distanza ed andasse a farsi mettere un cappio al collo da lei. E lui invece che esserle grato la odiava di più, dopo aver conosciuto gli ambienti che frequentava con le sue amice bagasce per imitazione. Doveva vendicarsi della sua gelosia, di tutti gli scroti che LEI aveva leccato e anche di quella malsana abitudine che avevano le puttane asiatiche, certe puttane asiatiche, di leccare l’orifizio anale degli uomini ai quali facevano i bocchini, vezzo certamente ereditato dai dominatori giapponesi del prima della fina della seconda guerra mondiale.

“Ti sodomizzerò tutte le amiche”, giurava a se stesso, “chiamerò una a una tutte quelle porche tue amiche al telefono; ecco come ho conosciuto la mia amica bolgnese, e come ci siamo avvicinati così tanto l’una all’altro; ci siamo sentiti subito in intimità, fin dalle prime volte che la chiamavo, anche lei ubriaca e le sbattevo il telefono in faccia; poi la richiamavo e la insultavo con i più volgari e irripetibili epiteti:

troia,
puttana,
vacca,
bagascia giubilata,
succhia scroti ammosciati di viandanti occidentali sistematicamente ubriachi,
lecca ani pelosi di peli arricciati,
ubriacona puttana,
lecca-scroti arricciati,
malsana, cagna lercia e indolente,

mi chiami, dopo ore spese con fior di telefoni erotici e numeri erotici, e non riconosci nemmeno la mia voce?.” – “Le diceva così?” Domandava Antonietta Villa, il redattore capo del Corriere della Sega, “Sa, mi ricorda un po’ quello che mi strillava mio marito.” – La voce della redattrice, che era pure psicanalista, era tranquilla e placida, ma vagamente tremolante; non riusciva a comunicare nessun’aria di tranquillità; la sua ansia derivava dal fatto che, sì, lavorava da poco come psicologa alla Clinica Salus Vagina Mea di Marcella Doccia e Susanna Menacazzi, ma le donne sono sempre più sfacciate quando si tratta di coprire le loro marachelle e quando si tratta di fare il proprio interesse. Perché dunque non doveva reggere l’emozione di essere lì a lavorare da due settimane e fingere di esserlo da una quindicina d’anni? E poi a lei cosa interessava delle storie dei telefoni erotici immaginari di Massimo Mazzucazzo e dei numeri erotici di quelle puttane – le amiche della sua terza moglie – che poi, coalizzate fra loro, non avevano mai risposto a nessuno dei suoi messaggi se non mandandolo in copia alla sua ignara compagna? Non erano mica delle perversioni vere, quelle di mandare messaggini cretini alle amiche puttanine della tua compagna lecca-scroti. E se i telefoni di quelle troie fossero stati poi…no, anche se l’utilizzo ossessivo di quei numeri erotici per ore spese con donne annoiate e vogliose , anche se fosse stata una perversione, a lei non poteva interessare minimamente. Lei non si sentiva una psicologa votata a fare la psicologa; e a dire il vero non lo era neppure; aveva fatto le carte, un paio di volte, a qualche passante idiota come il Carmine da Bergamo, che si trovava in vacanza a Portovenere; gli aveva fatto le carte ed era giunta assieme a lui alla conclusione che lui aveva fatto arrabbiare la sua fidanzata, la donna della sua vita. – “Tu dovevi fare la psicologa” – le aveva detto il Carmine, accompagnato via dal suo amico che non era riuscito a impedirgli di farsi rapinare fino in fondo; e così, trovandosi ora a Tropicana, l’isola tropicale della puttana, Antonietta Villa cercava di arrangiarsi a fare la psicologa, avendo chiesto un indirizzo alla sua compagna di stanza, Sonia di Oristano. – “Mi dica..” – continuava la seduta con aria di chi non sopporta il fumo del paziente molesto – “..secondo lei, perché lei diceva a sua moglie, alla sua terza moglie, che le aveva mandato il biglietto aereo e le pagava tutte le spese di permanenza e di viaggio attorno all’area, perché le diceva specificatamente proprio quelle parole: lecca-scroti, puttana, cagna…perché non ha detto pompinara o stronza o vaffanculo?” – “Beh, vaffanculo non lo potevo dire perché non avevo un posto dove andare a dormire, altrimenti; stronza forse sì, ma ero ubriaco, magari l’ho detto e non me lo ricordo; pompinara non potevo averlo detto perché lei non è romana e, d’altra parte, non lo sono nemmeno io”

Antonietta Villa, detta anche Jessica l’anoressica, aveva smesso di nuovo di ascoltare. Non le interessava proprio nulla; in quel momento aveva solo voglia di spogliare il suo paziente, che era anche il suo dipendente, metterlo bocconi, sculacciargli le natiche bianchissime fino a farle diventare viola; poi si sarebbe voluta lubrificare con cura il dito indice e il medio della mano destra, e, dopo aver accarezzato il circolo attorno all’orifizio anale di quell’ingrato bastardo, avrebbe desiderato iniziare a picchiettare sul centro con la punta dell’indice; picchiettava, con la mente e con il cuore, picchiettava su quel meraviglioso orifizio che a questo punto iniziava a solleticarsi e a rilassarsi divertito; l’introduzione delle sue due dita nell’ano sarebbe avvenuta per risucchio, senza spinta; prima avrebbe infilato l’indice; solo una falange, poi la seconda; poi fuori e dentro di nuovo, dentro e fuori, fuori e dentro, fino a mettere a fianco al medio l’indice e far penetrare nell’ampolla rettale della sua paziente vigliacca e sodissima, tutte le falangi delle due dita; era talmente bagnata che si sentiva rossa in viso; era l’imbarazzo di chi non sapeva più che posizione assumere; era seduta su una poltrona di finta pelle che era tutta appiccicata ai suoi sudati pantaloni di lino, fradici di sudore e di secrezione vaginale di indubbia provenienza.

Appiccicata di finta pelle e di sudore, di sudore e di secrezione.., ma quale sudore e secrezione? Era solo secrezione vaginale, sparata contro il tessuto a duecento atmosfere; se la sentiva scivolare in mezzo alle gambe come se fosse stata addormentata, sognando di essere seduta sul cesso, a pisciarsi addosso. Era secrezione vaginale fluida e bollente, mentre nel suo studio l’aria condizionata era al massimo e non si riusciva a far traspirare dalla pelle neppure un millesimo di grammo di sudore. Si trattava di secrezione vaginale, una pisciata di umori vaginali, mentre il suo “paziente-collaboratore-dipendente” le raccontava dei cazzi suoi sui telefoni erotici immaginari con i quali avrebbe chiamato le amiche della sua terza moglie, per vendicarsi, le quali però, coalizzate, non gli avrebbero mai risposto, se non mettendo in copia la loro amica, sua moglie…”

Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

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