Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

(Vergini Villane Sodomizzate e Puttane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

Racconti Erotici e Storie Strane (ma Vere)
Mia Figlia? Le ho spinto contro la mia erezione totale,
Inculare con le chat erotiche senza video e senza webcam,
La Rivista Pornografica “la meretrice e il maniscalco” di Skinner,
La cugina, non si poteva non amarla nell’atto d’incularla,
Riprovare a fare il culo alla cugina, fallito il primo tentativo,
“Madonna! CUGINO Che porco che sei! Ma che porco!”,
Orgasmi Vendicativi Spruzzati sui Capelli della Cugina,
Mia Cugina Roberta, Cavalcata sul Letto Sopra la Coperta,
Occasioni degli Arrivi, “Hai fatto buon viaggio, Cuginetta?”
Sodomizzare la cugina, vendicarsi delle prepotenze dello zio
Il prof. Benazzo ammaestrò il pavimento pelvico di sua figlia
Invito a Pranzo con Puttane non Disponibili
La più nobile delle arti umane, il sesso anale, si pratica e s’impara

(incontri in chat porno, magari!)

Non era lui che si stava defilando, approfittando di un momento in cui le guardie e il sovrintendente sembravano distratti, a fare altro, in un altro ufficio? Agitandosi prese a chiamarli e intimò al Danzi di aspettare. Passarono altri 10 minuti di angoscia nei quali Danzi si maledisse per non aver approfittato di quel momento di distrazione. Non poteva più andarsene ora, dipendeva nuovamente dalla volontà disordinata di quei pazzi in divisa verde. Riapparvero dopo un po’ e iniziarono una delle loro solite riunioni che fanno sempre prima di dover risolvere anche la più piccola questione. A fine riunione il ragazzo alto se ne venne verso Danzi, il quale non si poteva muovere guardato a vista dal piantone incazzato.

(Vergini Villane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

“Venga, le faccio vedere io da che parte si esce.  Poi dovrà andare all’ufficio di polizia che si trova sulla via per Jin Lin Lu per firmare un documento. È una formalità”, e assieme iniziarono a camminare a ritroso verso l’entrata, lasciandosi alle spalle l’incredulo piantone, molto deluso per non aver avuto il piacere di ammanettare Danzi di persona. Il traduttore era sempre raggiante, si assicurò di aver scortato Danzi fino all’uscita e lo salutò. Danzi era felice. Era fuori, libero. Non poteva partire, sì, però almeno poteva tornarsene a casa e andare in spiaggia tutti i giorni, anziché starsene in una torrida cella assieme ad altri marziani. Ripercorse tutti i 700 metri in salita per ritornare all’unica fermata dell’autobus numero 8, alla fine della via che conduce ai soli arrivi  internazionali e agli arrivi e partenze nazionali. Camminava continuando a voltarsi, pieno di paura ma non era seguito. Perlomeno non era seguito da guardie verdi. Dovette aspettare un po’, l’autobus arrivò e lui trovò un posto a sedere, freddo come quello che lo aveva portato all’andata. La ragazza che gli dette il biglietto fu molto cordiale ma lui non sentiva nessuna sensazione in quel momento. Sentiva come un vuoto dentro, come di uno che non ha mangiato per una settimana di fila. Come di uno che ha appena subito un gravissimo torto e che però è ancora vivo e libero di camminare e di respirare. Non riusciva a sentire niente, era certamente scontento, scontentissimo. Ma non percepiva né dolore né rabbia, sentiva solo un senso di terribile vuoto. Quando l’autobus arrivò all’incrocio di Jin Lin Lu, Danzi scese e attraversò controllando con noncuranza se fosse seguito o meno. Non era possibile non essere seguiti. Non era mai stato possibile non essere seguiti, in Cina comunista, c’era sempre un becco che ti precedeva e uno che ti seguiva, sempre, alla stessa tua andatura, e non si capiva mai chi cavolo fossero e se fossero lì per caso. Erano sempre lì per caso, tutto facevano per caso, ma Danzi non poteva saperlo. Si maledì con un sorriso di sconfortante sarcasmo. Il numero 7 arrivò presto, Danzi Salì senza preoccuparsi, si sarebbe fermato esattamente sotto casa sua e tutti avrebbero visto dove abitava. Tanto se volevano lo potevano sapere in qualsiasi momento. E poi il numero 7 veniva in direzione opposta a quella dalla quale era provenuto lui. Nessuno sarebbe stato così in gamba da organizzare un pedinamento in un autobus che proviene da tutt’altra direzione. Nessuna delle facce di limone presente sul 7 in quel momento poteva sapere o immaginare che Danzi proveniva dall’aeroporto. E se qualcuno di loro avesse fatto parte di un complotto per investigare Osvaldo Danzi, non ci si poteva fare più nulla ormai. Non si poteva evitare e quindi era inutile continuare a preoccuparsi. Danzi in quel momento non sentiva timore o dolore. Solo quel senso di vuoto, il vuoto di un abisso profondo. Le paranoie o il finto senso di colpa di chi ha sempre vissuto ai limiti della legalità. Le solite esagerazioni, si diceva, ma lo stato d’animo non mutava di un millesimo. Arrivato a casa, la dolce e sempre pronta fidanzata con la faccia tonda e sorridente era contenta e per nulla sorpresa del suo ritorno anticipato. A lei non piaceva l’idea di restare da sola a lungo. Non sapeva e non le interessava di sapere cosa stesse andando a fare Danzi a Hong Kong e perché non fosse partito. Si sarebbe limitata a preoccuparsi solo di quando lui fosse tornato.

Era la prima e unica persona che non gli aveva mai rotto l’anima in tanti anni. Con la stessa scarsissima frequenza con la quale lo sfortunato cornuto aveva trovato donne capaci di farlo venire due volte in un’unica seduta anale, nella stessa misura riuscì a trovare compagne che non gli rompessero le scatole in continuazione. Due, in una intera vita. Haini era l’ultima delle due e, incredibilmente, era cinese. Le donne cinesi avevano delle misteriosissime qualità che in casi estremi potevano portare un italiano alla pazzia. Danzi ci aveva pensato tante volte. Aveva provato a giungere con l’intelletto dove non arrivava con il cuore. Cosa avevano di speciale? Non erano più belle, questo era sicuro. Ma la loro apparente ignoranza di tutti i fatti della vita faceva loro ispirare un inevitabile dolcissimo senso di tenerezza. E non bisognava dimenticare la loro sensualità. Come ci si immaginava una donna che non si truccava, non si profumava, non portava mutandine e reggiseno dello stesso colore e neppure dello stesso modello? Piatta, come piatto sembra essere il loro culo mozzicato. Eppure, sotto quei sederini semipiatti si celano bollentissime passioni di patatine sempre dolci e le cui secrezioni sono purissime, generalmente, richiamano la fragranza e la freschezza dell’acqua di sorgente del Kentucky. Assolutamente incolore, inodore e insapore. Acqua pura di sorgente, se pure non fredda. Avevano tessuti compatti e non si riusciva a staccare con un pizzicotto la pelle dal muscolo e il muscolo dall’osso. Forse il culo era un po’ basso, o le gambe erano corte rispetto al busto, oppure il busto era stranamente allungato rispetto alle gambe; con il muscolo quadricipide sviluppato un po’ in eccesso,forse, e forse ciò si aveva per via della loro camminata a strascico tipico di chi è abituato a vivere in assenza di gravità. Generalmente, la loro pelle era bianca color vaniglia, o gialla color avorio, ma il fatto sta che era chiarissima e liscia come la superficie più liscia che della più nobile filatura di seta. Sempre in generale, avevano capelli neri – sia sopra che sotto – folti, morbidi e forti, spessi, robustissimi. Le loro chiappe bianche sembravano panini di farina di riso ed erano costituite da compatte semisfere consistentissime e muscolosissime. Limitandosi a considerarle in apparenza, ci si perdeva ciò per cui gli uomini impazzivano e mostravano la parte più fatua di se stessi. erano donnine fatte per essere leccate da capo a piedi, partendo dalla radice dei capelli del collo, quando li tenevano raccolti e mostravano la forza con cui sapevano attaccare dei capelli veri ad un cuoio vero. Con quella stessa forza ed energia, una ragazzina esile avrebbe potuto sorprendere il campione europeo di braccio di ferro maschile, qualora fosse riuscita ad afferrare un biglietto da cento fra pollice e indice. Non potevi fingere di porgere il denaro, se lo porgevi, lo afferravano e non lo mollavano a nessun costo. Questo era il peggior fraintendimento in cui il povero Osvaldo Danzi continuava ad imbattersi da anni e al quale non riusciva a rassegnarsi.

Nella maggior parte dei casi, le incomprensioni con le donne cinesi dipendevano esclusivamente da questioni legate al denaro. Poi poteva anche succedere per questioni di gelosia.

Ning era una puttana, cioè, una puttana di mestiere, una puttana a tempo pieno, Danzi lo sapeva. Il fatto che lui era disperato e frignone ogni volta che lei lo lasciava dipendeva da una serie di decisioni cretine proprie sue (di lui). Non che non ci si dovesse innamorare di una puttana. Non ci sono delle controindicazioni particolari. Sulla pulizia della puttana e sulla sua prudenza in fatto di sesso sicuro si poteva contare. E perché non bisognava poter ammettere che ad una puttana era dato di provare dei sentimenti di amore? Una puttana non si poteva innamorare a sua volta? Danzi credeva che lei fosse innamorata almeno quanto lui. Forse lo era o avrebbe potuto esserlo. Ma questo non contava un accidente. Il problema con una puttana era che tutte le volte che la scopavi e non la pagavi lei aveva maturato un credito nei tuoi confronti. Prima o poi ti presentava il conto e vedrai che la sua contabilità era sempre perfettamente aggiornata.

Non sarebbe stato d’accordo su ciò il professor Giovampaolo Fracchetti. Lui era un femminista, amante perduto delle puttane. Amante non specificatamente per motivi legati alle sue esigenze sessuali, piuttosto perché era un appassionato ascoltatore delle loro lagne e dei loro piagnistei. Le ascoltava e le faceva piangere. Finita l’ora le pagava e tentava di richiamarle il giorno appresso. Normalmente, generalmente, quasi sempre, appena sentivano la sua voce riattaccavano. E qui si dimostrava che una puttana era poi anche onesta, dopotutto, la mattina del giorno dopo. Preferiva scopare che prendere i soldi a scrocco da uno squadernato che crede alle loro storie drammatiche. La prima volta,  va bene. Ormai c’erano e magari sentivano quanto puzzava di fumo il Fracchetti, che ne aveva fumate per almeno due pacchetti, ogni giorno e di quelle forti. Accontentiamolo. Facciamo un poco di chiacchiere e poi, subito che lui inizia con il patetico tentativo di moralizzazione, schizziamo via come saette. E poi erano puttane che Fracchetti prelevava dai locali di Phuket, puttane schedate, per uscire, per farne uscire una, doveva pagare i soliti 1500 Baht al locale, quindi l’incasso era garantito, anche se dimezzato, o meno che dimezzato; il coglione aveva pagato, se poi non aveva scopato erano cavoli suoi, lei poteva tranquillamente tergiversare dietro alle sue stupide chiacchiere e risparmiarsi la fatica di spogliarsi e lasciarsi toccare da quelle mani lerce. Lui moralizzava, chissà poi mai perché, e lei piangeva. Entrambi restavano vestiti e il tempo scadeva. La puttana rientrava al locale e si prendeva tranquillamente un altro cliente. Accettare un invito a pranzo per il giorno dopo, diversamente, non dava nessuna garanzia di un nuovo pagamento e non c’era nessun versamento dei 1500 iniziali che prevedeva la procedura. Una puttana poteva anche decidere di fare amicizia con un cliente e di andarci a pranzo il giorno dopo, ma doveva sapere che lo poteva fare nel suo tempo libero e il suo tempo non necessariamente sarebbe poi stato retribuito. Perciò il cliente, doveva essere quantomeno una persona gradevole, magari bello, educato, e soprattutto gentile con lei, perché niente evoca più astio per una puttana tailandese, o per una qualunque altra donna tailandese, il fatto di essere trattati con modi rozzi o bruschi, anche se involontari. Il gestore del ristorante italiano in Tailandia, si guardava bene dal trattare male qualche sguattera, il giorno dopo si sarebbe ritrovato senza forza lavoro, a onta del fatto che la maggioranza delle sguattere in Tailandia sono vietnamite, perché le tailandesi fanno lavori più rispettabili, fanno le puttane, appunto. Ma Fracchetti non era brusco, non le trattava male, anzi, le coccolava e le ascoltava, anziché incularle profondamente come a loro piaceva, le faceva piangere e parlare; sia come sia, non lo sopportavano e non avevano alcuna intenzione di rivederlo il giorno dopo.

Però il giorno dopo lui richiamava, pareva non avere la minima percezione del loro senso di repulsione per lui:

“hellooo…..”

“click”, tu, tu, tu, tu…..

Fracchetti, cocciuto, richiamava:

“hello,….helloooo”

“click”. Tu, tu, tu, tu, tu

Fracchetti, cocciutissimo, diceva poi al Danzi:

“senti, lei fa la preziosa, qui si vede che il gioco si fa così. Perché non dici alla tua amica di chiamarla? Visto che lavorano nello stesso bordello si conoscono e sono amiche.”

Allora un pazientissimo Osvaldo Danzi si prestava alla ennesima messa in scena di cui purtroppo conosceva l’esito di già. Domandava alla sua amica puttana di chiamare l’altra puttana, sua amica e sua collega. La puttanella, che aveva deciso di tornare da Danzi al mattino, dopo aver accompagnato il bimbo o la bimba a scuola, si prestò al gioco della telefonata e così la chiamava lei e la convinceva a rispondere al Fracchetti:

“hello, ciao sono io. Che ne dici se andiamo a pranzo assieme tutti e quattro oggi? Hai da fare? E, va bene, non ci sono problemi, ti aspettiamo.”

Nel frattempo Giovampaolo era lì che tentava di ascoltare con l’orecchio buono cosa stavano borbottando le puttane all’altro capo del filo del telefono.

“Allora vieni? – domandava la puttana amica di Danzi. Alla fine l’invito lo faceva lei e non Fracchetti, il quale però non resisteva e le le prendeva di mano la cornetta, per fare una sorpresa alla sua amica e farle sentire la sua voce suadente:

“Hellooooooo……”

“Click”. Tu, tu, tu, tu, tu, tu, tu, tu.

“Senti riprova tu”, disse Fracchetti passando il telefono a Danzi, è caduta la linea.” Non poteva nemmeno soffrire la sua voce.

Giampaolo Fracchetti aveva in quel tempo 53 anni ma era tanto stupido da non capire il fatto che la puttana non lo voleva vedere e/o che Danzi aveva capito benissimo e che non c’era proprio nessun motivo di raccontare palle.

(Vergini Villane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: