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(Vergini Villane Sodomizzate e Puttane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

Racconti Erotici e Storie Strane (ma Vere)
Mia Figlia? Le ho spinto contro la mia erezione totale,
Inculare con le chat erotiche senza video e senza webcam,
La Rivista Pornografica “la meretrice e il maniscalco” di Skinner,
La cugina, non si poteva non amarla nell’atto d’incularla,
Riprovare a fare il culo alla cugina, fallito il primo tentativo,
“Madonna! CUGINO Che porco che sei! Ma che porco!”,
Orgasmi Vendicativi Spruzzati sui Capelli della Cugina,
Mia Cugina Roberta, Cavalcata sul Letto Sopra la Coperta,
Occasioni degli Arrivi, “Hai fatto buon viaggio, Cuginetta?”
Sodomizzare la cugina, vendicarsi delle prepotenze dello zio
Il prof. Benazzo ammaestrò il pavimento pelvico di sua figlia
Invito a Pranzo con Puttane non Disponibili
La più nobile delle arti umane, il sesso anale, si pratica e s’impara

(incontri in chat porno, magari!)

L’albergo si trovava proprio a poche centinaia di metri dall’uscita di quella specie di autostrada e però, una volta fermata l’auto proprio davanti all’entrata, Roberta si accorse che non c’erano altre palazzine attorno a quella dell’albergo, che pure era abbastanza grande. Tutt’attorno c’erano alberi e verde, un posto relativamente isolato, apparentemente discreto, lontano dalla grande città separato di qualche chilometro anche dal piccolo paese che lo ospitava.

“Beh, ma che devi fare? Ho fatto un viaggio lungo, vorrei farmi la doccia”, questa fu la prima frase che si era sentita in quell’auto, da quando avevano lasciato l’aeroporto, 70 chilometri prima.

“Io sto qui, vieni su, la doccia te la fai da me.”

“Come sarebbe? Mica mi porti in albergo?!” Roberta era incavolata e delusa che quasi avrebbe potuto scendere e farsela a piedi fino a Roma, per farsi ospitare dal fratello, anziché dal cugino, e da quella mentecatta di sua moglie, la cui inettitudine lei non poteva sopportare. Ma poi Roberta era venuta fino lì per scoparsi il cugino, non solo per fare il fine settimana a Roma, scansando la moglie del fratello e, possibilmente, anche i loro due figli, che erano venuti su cretini proprio come lei, nonostante l’intelligenza del padre.

(Vergini Villane Qualificate:
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“Mi spiace, forse avrei dovuto dirtelo prima. Il fatto sta che veramente sto facendo dei lavori, il cesso andava rifatto, e per questo mi sono trasferito qui per qualche giorno. Non c’è bisogno che ti registri, vieni su con me, non ti vede nessuno, a quest’ora del mattino poi, nessuno va a pensare cose strane, è un motel vicino all’autostrada, la gente che va e viene qui è del tutto anonima.”

“Ma non è questo il fatto che mi scoccia”, e invece era proprio quello, “solo che quando una persona decide di ospitarmi, di solito mi ospita a casa sua, che cavolo vuole dire che mi sbatte in camera d’albergo?”

“Ma sono io che ho la stanza, tu vieni da me, ospite mia, non è che ti devi prendere una stanza per conto tuo, a meno che tu non voglia!” Giampaolo oramai poteva anche parlare chiaro, dire in camera mia, ospite mia, nel mio letto, i fatti erano tutti stati chiariti con quella stretta in aeroporto e poi con le palpate durante il tragitto.

“No, guarda, a questo punto preferisco andare a Roma, da mio fratello”. Niente chiacchiere, niente parole, discutere con quella vipera serviva solo per rovinare tutto, te lo sei scordato, coglione? Giampaolo riprese a baciarle il collo, a morderle il collo dietro all’orecchio, e la sua mano sinistra le andò a palpare la tetta destra, dura e spessa proprio come sembrava alla vista, una tetta orgogliosa, fiera, di una che tiene le spalle dritte e il petto in fuori! Chi se lo poteva immaginare? 20 anni prima era una bambina secca secca, sembrava camminare sopra un paio di grissini, non avrebbe mai potuto sviluppare cosce grosse e voluttuose e tettone grandi ed orgogliose come quelle. E invece era successo un miracolo ed era un piatto prelibato offerto proprio a lui, a suo cugino, che l’aveva tanto odiata da piccola e che ora non aspettava altro che l’ultimo sforzo per farle il culo e vendicarsi di tute le ingiustizie del passato. Lei riprese ad ansimare a bagnarsi tutta e il calore le faceva sentire le gambe, sotto il culo, quasi zuppe fino al punto che pareva sul jeans che si fosse pisciata addosso. “E se si vede?” Pensò ipocritamente. “Non posso presentarmi a casa di mio fratello senza prima essermi cambiata e questo porco, ma che porco, me è proprio un porco, continua a farmi bagnare, meglio salire e lasciarlo sfogare!” Lo guardò con grande carica aggressiva, mentre lo spingeva via, per fargli capire che era buon tempo di scendere dalla macchina e di andare su in camera.

“Lasciamo qui le valige, le prendiamo dopo” disse, mantenendo quello sguardo stregato.
“Va bene”, ‘anzi, va benissimo’, pensava lui, poche chiacchiere, andiamo subito sul pezzo, le valige le apriamo dopo, poi facciamo tutto con calma.’
Ora il piano era quello d’incularla subito, senza scoparla prima, senza farla venire, al massimo leccandole la figa, prima di spingerle il cazzo nel centro perfetto del buco del culo, ma, assolutamente, senza scoparla nella figa. Giampaolo Maria Sarrantonio sapeva che poteva farlo. Gli era successo, purtroppo non spesso, ma gli era successo, con alcune amiche con le quali aveva mantenuto un rapporto strettamente ed esclusivamente anale, dal primo momento fino all’ultimo, le aveva sempre, sempre e solo inculate, senza mai scoparle nella figa, né prima né dopo averle inculate. Le inculava e basta, quando si vedevano. E a loro piaceva, comunque. Con sua cugina il piano era però anche quello di scoparla, dopo, di venire tre volte in tre ore, prima di andare a Roma a ricongiungersi con il fratello di lei, suo cugino, pranzare e godere della riunione familiare con il suo cugino prediletto. Con lei, con Roberta Sarrantonio, Giampaolo doveva fare come con Lisa, venire una volta nella sua ampolla rettale, senza preservativo, assolutamente, riempirle il centro perfetto del buco del culo di sporra calda e fluida. Venirle una seonda volta in bocca, dopo la doccia e dopo aver lavato bene tutto quello che serve. Infine, dopo un’altra doccia, altre chiacchiere ed altre carezze, metterla sul letto e pomparla nella figa, per fare venire lei, magari tante volte, se riusciva a trovare il punto, e poi venire una terza volta lui. Come programma di vendetta era accettabile, più che accettabile e, se avesse funzionato a dovere, sarebbe stato solo il principio del fine settimana. In due notti e tre giorni avrebbe dovuto venire almeno 9 volte, 3 delle quali nel suo grande culo, almeno tre volte e, se si fosse astenuto dal bere troppo avrebbe potuto fare molto meglio. Un programma formidabile. Entrarono nella grande hall dell’albergo, la distanza tra l’entrata e l’ascensore, che era a sinistra, era identica a quella tra l’entrata e la ricezione, che però era a destra. Uno poteva andare diretto all’ascensore senza dire nulla alla ricezione, soprattutto perché erano le 8 del mattino, più o meno, ‘e non è che si portano le puttane in camera a quell’ora per scopare, di solito’, pensava Giampaolo; per lui era diverso, se fosse stato capace di venire anche dieci e venti volte, avrebbe passato tutto il giorno a scopare, dalla mattina alla sera, e anche la notte, dormendo magari un’ora o due tra un orgasmo e l’altro. Sia come sia, i due cugini non destarono nessuna curiosità da parte della ricezione, tanto che lui nemmeno si preoccupò di vedere chi c’era di turno e/o di fare un cenno di saluto col capo. I ragazzi che lavoravano nell’albergo lo sapevano che lui andava su per scopare, lo conoscevano da un anno e più, non c’era bisogno di spiegare nulla; durante il giorno qualunque donna poteva salire in camera sua senza registrarsi, era successo prima, praticamente due volte al giorno, tutti i giorni, a pranzo e a cena, per tutti i sei mesi che era stato ospite del Motel, quando ancora lavorava e si scopava la centralinista con i fianchi larghissimi.

La stanza era al terzo piano, dopo pochi secondi erano su, pronti per mandare ad effetto il piano formidabile di Giampaolo Maria Sarrantonio, che voleva sodomizzare prima sua cugina, Roberta Sarrantonio, prima di venirle in bocca e di scoparla nelle figa. Pochi metri, pochi secondi in un corridoio stranamente poco illuminato. Il cazzo di Giampaolo era oramai pronto per scoppiare, sempre più gonfio, sempre più duro, e gli faceva sempre più male, tanto che diventava sempre più duro. La porta che li interessava era quella numero 305, quella vicina alla finestra, ma le tende erano tirate solo a metà e il corridoio pareva semi-buio. Lei si trovava stranamente davanti alla porta prima di lui, che le stava dietro e che, da dietro, appoggiandosi al suo culo e tirandolo verso di sé con le mani ai fianchi e alle tette, usò la mano sinistra per aprire la porta, far passare la fottuta chiave elettronica nel fottutissimo dispositivo, mentre sostanzialmente la schiacciava contro la porta, con un cetriolo di due metri che le spingeva proprio sul centro del buco del culo, attraverso due paia di jeans, quelli di lui e quelli di lei. Stranamente, molto stranamente, la porta si aperse al primo tentativo e quasi cascarono entrambi in avanti, a terra, su quella schifosissima moquette. La stanza era buia, le tende non erano proprio state tirate e tutto era perfetto. Lei non doveva capire che in realtà, la notte prima, suo cugino non ci aveva dormito in quella stanza, che era stata presa appositamente per scopare lei e che dentro non c’era nemmeno uno spazzolino da denti, di lui. Vedendo, con la luce, che non c’erano effetti personali suoi, la stronza avrebbe certamente iniziato a fare domande e a dire stupidaggini e avrebbe rovinato tutto. Invece, con la stanza buia, tutto era pronto per mandare ad effetto il formidabile progetto. Giampaolo però aveva torto, c’era stata troppa emozione, troppa eccitazione, dall’aeroporto in poi, e non resistevano più, nessuno dei due, e per fare il sesso anale ci voleva concentrazione, disciplina, pazienza, e soprattuto tempo, ma a questo avrebbe provveduto poi il padre di Roberta, che l’aspettava a Lugano, il lunedì successivo.

Giampaolo le sbottonò i jeans spingendola in avanti, il letto era a pochi metri, lei si lasciò cadere a pancia in giù sul materasso, con i pantaloni abbassati alle ginocchia, in un secondo si sentì abbassare le mutandine bianche ma fradice di secrezione vaginale, e il resto lo sapeva. Giampaolo sfoderò due metri di cazzo e tre di cappella, non serviva nemmeno che ci mettesse la saliva, sua cugina Roberta era tutta bagnata, sarebbe stato un peccato farle fare la doccia proprio in quel momento, in quello stato di umidissima e scivolosissima eccitazione, era talmente bagnata e viscida che ci potevi mettere una foca a giocarci sopra, e pure quella avrebbe perso l’equilibrio. Prese il grosso cazzo con la enorme cappella gonfia come la testa di un cobra e lo appoggiò sotto, in mezzo a tutti quei peli madidi di secrezione vaginale, in quella figa pelosa e rognosa, e lo fece entrare, scivolare dentro, lentamente e inesorabilmente. Quanto tempo serviva per fare entrare in figa di una cugina puttana e puttanina, due metri di cazzo e tre di cappella? Cinque minuti? Li usò tutti. La penetrò tutta, fino a toccare il punto più profondo, e poi fermò la cappella gonfia proprio lì, in quel punto, in quel punto profondo, dove la cappella restava gonfia e bollente, bollentissima, facendole dimenticare l’innocente bugia dell’albergo e certamente confortandola con la consapevolezza della correttezza della sua scelta. Aveva fatto bene a non andare dal fratello e da quella cretina di sua moglie! Aveva fatto bene a farsi ospitare dal cugino! E il cugino era proprio come lei se lo aspettava, come lo aveva studiato vestito, l’ultima volta che si erano visti a casa dei suoi genitori, disoccupato ma robusto, gagliardo, con due metri di cazzo e tre di cappella, proprio come lei lo voleva e ora lui era lì, dietro di lei, al buio, e la cavalcava come la vacca che era, per punirla delle ingiustizie del passato e per vendicarsi di quel bigotto di suo padre, che di lui era lo zio. Peccato però che Giampaolo non aveva iniziato subito dal culo, come aveva pianificato. Erano stati troppo infoiati. Ora per cambiare l’argomento ed incularla, bisognava farla venire bene un paio di volte, fiaccare le sue possibili resistenze, ma quando era veramente eccitato e voleva venire diventava tutto più difficile. Dopo averla scopata con soddisfazione, incularla più tardi sarebbe stato più problematico, avrebbe comportato il riprendere tutto il discorso dal principio, per quanto ciò potesse sembrare strano. Fare l’inverso funziona appunto all’inverso. Una volta che una donna era stata inculata da subito, dal primo momento, non avrebbe più rifiutare niente altro e quindi i bocchini con ingoio preannunciato e le scopate che seguivano erano un fatto persino scontato. Non era affatto scontato, invece, che una cugina si sarebbe fatta fare il culo da suo cugino per il solo fatto di essersi fatta montare come una puledra un’ora prima, prendendosi due metri di cazzo e tre di cappelle dentro la figa pelosa, talmente bagnata fradicia che era schiumosa. Nonostante l’errore fosse colossale, il fatto di non averle fatto prima il culo, Giampaolo era felice. Era felice e grato dell’opportunità di scopare fino in fondo la cugina e di questo grande culo aperto davanti a sé come un abisso. Spingeva tutto fino in fondo, lentamente, e teneva giù, mentre le baciava la schiena, per gratitudine del tanto alto gradimento, e, baciando la schiena, approfittava di arraffare le due tette con le mani incrociate, la destra prendeva la tetta sinistra e viceversa, tenendo il suo busto incollato alla schiena di lei, scopandola con tutto il corpo, scivolandole addosso con il petto e con la pancia, mentre sotto faceva il resto in profondità. Non era una inculata ma era una grande scopata, riparatrice, ristoratrice, anche se solo in parte ed in modo transitorio, di tutte le calunnie e gli oltraggi subiti in passato dallo zio e dalla zia di Giampaolo, i genitori della cavalla che stava ungendo di sudore su tutta la schiena, i quali sciacalli, all’epoca di cui si parla, erano ancora vivi e attivissimi con i loro veleni e il loro moralismo ipocrita.

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Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

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