Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Papà non venirmi sull’ombelico che poi si secca tutto

Pareva non voler uscire mai più, quella zoccola puttana! Ogni volta che per lei arrivava il momento di uscire, iniziava a girare per casa in cerca di dettagli, cianfrusaglie, il libro, le chiavi, la sciarpa, la museruola, perché – dio cane – per decisione degli idioti bisognava girare pure con la museruola, e pure all’aperto, idioti, covidioti, imbecilli! Emanuela Vicentini girava, da destra a sinistra, da nord a sud e poi di nuovo da est a ovest, e ogni volta passava dietro alle spalle di Andrea Benazzo, distraendolo, e costringendolo tutte le volte a cambiare pagina sullo schermo del suo computer, per non far vedere che stava vedendo le foto delle chiappe aperte e deliziose delle Vergini Villane Sodomizzate!

(Vergini Villane Sodomizzate e Puttane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

Racconti Erotici e Storie Strane (ma Vere)
Mia Figlia? Le ho spinto contro la mia erezione totale,
Inculare con le chat erotiche senza video e senza webcam,
La Rivista Pornografica “la meretrice e il maniscalco” di Skinner,
La cugina, non si poteva non amarla nell’atto d’incularla,
Riprovare a fare il culo alla cugina, fallito il primo tentativo,
“Madonna! CUGINO Che porco che sei! Ma che porco!”,
Orgasmi Vendicativi Spruzzati sui Capelli della Cugina,
Mia Cugina Roberta, Cavalcata sul Letto Sopra la Coperta,
Occasioni degli Arrivi, “Hai fatto buon viaggio, Cuginetta?”
Sodomizzare la cugina, vendicarsi delle prepotenze dello zio
Il prof. Benazzo ammaestrò il pavimento pelvico di sua figlia
Invito a Pranzo con Puttane non Disponibili
La più nobile delle arti umane, il sesso anale, si pratica e s’impara

Certo, le voleva bene, le era affezionatissimo, e non solo perché era lei che pagava tutte le spese, non era solo opportunismo, il suo, era sincera gratitudine, una qualità rarissima in un uomo, il senso del rispetto, del dovere, della gratitudine. Se in quel momento avesse avuto la possibilità di scappare con un’altra, con una bella femmina dalla figa pelosa, o meglio con due, una tutta bionda e una tutta mora, entrambe giovanissime, ricchissime e bellissime, non ci sarebbe andato, non avrebbe mai scelto una o più altre femmine al posto della sua terza moglie, Emanuela Vicentini. Le avrebbe certamente scopate, quello sì, potendo, le avrebbe inculate, certo, sì, quello sì, cristo, potendo, e che cavolo! Ma la scelta, lo scegliere una su di un’altra, una, o più d’una, al posto della persona che ti sopportava, e che tu sopportavi, da dieci anni, era una scelta scontata, non equivoca, non ci avrebbe pensato nemmeno un secondo, avrebbe ignorato le bellissime femmine e sarebbe rimasto teneramente appiccicato alla sua terza moglie, l’unica persona che lo aveva tirato fuori dai guai, l’unica che gli aveva dato una mano, proprio quando, reietto assoluto che era, aveva dovuto comprendere a 45 anni che i peggiori infami che gli era capitato d’incontrare in vita sua erano proprio i suoi parenti più stretti. Come poteva essere tanto stupido, da rinunciare alla donna che lo manteneva da 10 anni e da farsi girare la testa per un paio di donne abbronzate, due porche infuocate che, in spiaggia, si  scoprivano le chiappe bianche l’un l’altra, come si faceva una volta? Come poteva essere tanto imprudente, uno che non era gradito nemmeno a casa della propria madre? Come poteva preferire due o più femmine bellissime e giovanissime, magari anche ricchissime, che addirittura se lo sarebbero preso in carico e gli avrebbero offerto una vita di lusso…anziché restare fedelmente al fianco dell’unica donna, l’unica persona che gli aveva dato una mano nel vero momento del bisogno? Non avrebbe esitato, sarebbe rimasto con Emanuela, sicuramente, sarebbe andata certamente a finire così, al di là di ogni ragionevole dubbio. E però la mattina, quando questa girava per casa e non si decideva ad uscire, rumoreggiando, andando avanti e indietro senza un valido motivo, le chiavi lì, la borsetta qui, la batteria della bicicletta in carica… non la sopportava. Nonostante ciò, non era ancora giunta l’epoca fortunata in cui due, o più di due, femmine bellissime, ricchissime e giovanissime, gli avessero proposto di andare a vivere a scrocco da loro, magari facendogli quattro pompini al giorno, due con la bocca e due col culo, due a testa, si capisce; perciò, la lealtà e la gratitudine del prof. Andrea Benazzo, giornalista d’inchiesta senza richiesta, disoccupato da almeno 7 anni, non gradito neppure sotto il tetto della propria madre, erano e restano, pareva dovessero restare, intatte, perché non era mai stata messa veramente alla prova.

Ma come incontravi quelle due mega-tope ricchissime, giovanissime e bellissime, se stavi tutto il giorno in casa a lavorare al computer, guardare film cretini, bere mezza bottiglia di Whiskey al giorno e abbuffarti di carboidrati e vino, oppure dormire, il resto del tuo tempo? “Devo mettermi a dieta”, diceva sempre, “devo riprendere a viaggiare, a lavorare!” ma era sempre domani, poi domani, poi domani, e quel domani non veniva mai, il tempo passava, la pancia si gonfiava e Andrea Benazzo non combinava un cazzo. Non dimagriva, non cercava lavoro, non lo trovava e non lavorava.

Per fortuna, quando si toccava il fondo, non c’era altra direzione da prendere per il destino che quella contraria a quella che ti portava sul fondo. Per fortuna, nel momento della disperazione, della noia e dell’abiezione, ti veniva a trovare la figlia e tutto finiva a tarallucci, vino e qualche bel pompino. Andrea aspettava che Emanuela uscisse di casa per uscire anche lui e andare alla stazione, a piedi, a prendere sua figlia, Roberta Sarrantonio, che era venuta a trovarlo. Emanuela Vicentini, la sua terza moglie, quella che gli pagava tutte le spese a pure tutti i luquori, non lo sapeva, non doveva saperlo, altrimenti sarebbe rimasta a casa dal lavoro e gli avrebbe rovinato il piano. E però, nonostante non lo sapesse, porca vacca quella mattina di lunedì non si decideva ad uscire di casa. Benazzo decise di tentare quasi inutilmente d’ignorarla, di farla scomparire dalla sua visuale, e di ripassare il piano.

Il piano era quello di riprendere precisamente il discorso proprio dal punto esatto in cui era stato interrotto, l’ultima volta che si erano visti. Lei lo aveva abbracciato per salutarlo, prima di andarsene, gli era saltata al collo, lo aveva morso sul collo, e lui le aveva spalmato contro la pancia, che però in quel tempo era relativamente più contenuta e ridotta di adesso, e contro l’anca una fava gonfia e bollente, strofinandogliela addosso per un breve ma interminabile intervallo di tempo, durante il quale non c’era stato proprio nessuno spazio per le incomprensioni. Quel cazzo era gonfio perché lo aveva fatto gonfiare lei, sua figlia, ed era pronto per esserle strofinato addosso, sulla pancia, sulle tette, e per sborrarle una grande gettata di sborra fluida sulla camicetta. Lei lo aveva capito, non poteva non averlo capito, perciò, se era tornata a trovarlo, era segno che anche lei voleva approfondire quel discorso. “Conosciamoci meglio, vediamo se sei veramente mia figlia, come pensi tu, come hai deciso tu”, pensava lui.

“La stringo subito e le faccio subito sentire la fava gonfia contro la pancia”, pensava, come l’ultima volta, ma era dubbioso; aveva una pancia gonfia, lui, tre volte di più rispetto all’ultima volta che si erano visti. Non che si preoccupasse della questione estetica, “chi se ne frega?” Il problema era che con una pancia tanto gonfia non poteva abbracciare nessuna donna frontalmente, stringerla a sé e pensare di farle sentire il pisello. Quella, al massimo, sentiva spingere contro di sé una palla da basket che le spingeva contro l’ombelico, ma il cazzo no che non lo sentiva, a prescindere da quanto fosse grande e lungo, perché era comunque nei pantaloni, o pensava forse di andare in stazione senza le braghe? E allora come fare? Un sistema c’era. Quella volta che era uscito con quella filippina bona, come si chiamava, quella alta che poi si era inculato un paio di mattine a settimana, che la prima volta gli aveva dato appuntamento in un centro commerciale e si era presentata con una sua amica. Avevano pranzato assieme e poi lei lo aveva portato in un albergo a ore, subito, senza tante storie, avevano scaricato la sua amica ed erano andati in camera a trombare, senza preservativo.

Era stata una mattinata di fuoco. Si era svegliato spingendo due metri di cazzo gonfio e durissimo contro la figa pelosa di Farah, la sua prima “fidanzata” ufficiale indonesiana, di quando era appena arrivato e conosceva gran poco di quel posto meraviglioso e di puttane tanto rigoglioso. Il cazzo non entrava bene, e lui spingeva con più forza, certe volte non scivolva dentro, c’era il maledetto preservativo, per cominciare, e poi lei era bagnata di un liquido rossastro, aveva le mestruazioni. “Hai le mestruazioni?” Lei accennava di sì con la testa, un poco imbarazzata e lui le spingeva in mezzo alle gambe quel bastone di carne durissimo con ancora più decisione. Sarebbe scivolato dentro per forza, prima o poi, era inevitabile, era troppo duro. Il corpo di Farah era quello di una ragazza indonesiana di 23 anni, che equivaleva a quello di una occidentale di 13, il ventre piattissimo, scuro, tanto che i peli neri si distinguevano dal pube solo vagamente, un corpo esotico, abbronzato senza sole, una figa da leccare in doccia, un culo da montare sul letto. La prima volta che glielo aveva messo nel sedere, era stata proprio lei, la mattina dopo, a mandargli il messaggio “making love to you, yesterday, was very sexy”.

Ma quel pomeriggio, proprio mentre spingeva il cazzo durissimo, che però non entrava, dentro la figa bagnata, Andrea Benazzo aveva anche appuntamento con un’altra ragazza, un notaio, o la figlia di un notaio? Era lei che avrebbe dovuto prelevarlo alla stazione. Non importava,intanto finiva di scopare Farah e poi, magari l’avrebbe lasciata in quell’albergo e lui sarebbe andato in un altro, per incontrarsi con la figlia del notaio, che poteva essere notaio lei stessa. Alzando lo sguardo, dal letto, con un cazzo sempre più duro e sempre più determinato a spingere contro il muro, vide allora delle ragazze nude, almeno due, che provavano dei falli di gomma, facendoseli risalire nell’ampolla rettale. Una scena del genere non l’aveva vista mai, neppure in Indonesia. Dove diavolo si trovava? E lo guardavano, mentre provavano i falli di gomma. Lui si destò in piedi, la sua erezione non la si poteva non notare, era ora direttamente puntata contro le due ragazzine, che non si meravigliavano, né parevano preoccuparsi più di tnato di quel missile enorme puntato contro di loro; dovevano essere due puttane cinesei, due puttanine cinesi che si sparavano in culo dei falli di gomma, tanto per provare, “ma venite qui che proviamo il fallo vero, è più grande di quelli finti ma è caldo ed è pastoso” pensava Andrea Benazzo, ma non sapeva come dirglielo, non sapeva come far capire loro che il loro scopo nella vita era quello di venire da lui a prendere il suo cazzo. Erano tempi gloriosi. Riprese a spingere il cazzo gonfio nel preservativo contro la figa di Farah, se le cinesine non venivano almeno finiva di scopare lei, prima di andare al suo vero appuntamento. Ma non entrava, non poteva entrare. Quelli erano stati tempi gloriosi, perché ora il cazzo lo stava spingendo contro il piumino della sua terza moglie, la quale dormiva oramai da più di 18 ore, e tutto il resto se lo stava sognando. Ma non si era inventato nulla, fatta eccezione per le due cinesi che si facevavano roteare nel culo i falli di gomma, quella scena non l’aveva mai vista dal vivo ma tutto il resto sì, compreso il ventre piatto e scuro di quel corpo esotico e l’appuntamento con la figlia del notaio, che forse era lei stessa notaio. Una voglia di scopare, una voglia di riprendere con quell’allegria, con le batterie di quel tempo…era tutto stato vero, era tutto successo veramente; solo che allora era lui che pagava le spese, era lui che spendeva, e anche per questo era circondato da batterie di puttane non coalizzate. Ora non più, ora era la sua terza moglie che provvedeva per lui e non avanzavano i dieci mila dollari per fare una settimana in Indonesia, o, meglio, i 30 mila per farci un mese. Doveva ricominciare a viaggiare, doveva riprendere a scopare, doveva guadagnare, riprendere a viaggiare e a scopare. Ma come? Non era facile per un reietto rimasto senza lavoro per l’ennesima volta. Doveva esserci un modo. Era successo prima, doveva succedere ancora. E poi ora contava 57 anni, non più 37, e non sapeva “quante cartucce gli restavano da sparare”. Se non lo avesse fatto subito non lo avrebbe fatto più. Volendo, scopava anche lì ma non c’era proprio nessun gusto. Mancava l’allegria di quei luoghi caldissimi, esotici e con le donne sempre sorridenti, proprio dal primo momento in cui salivi sull’aereo, quei luoghi in cui le donne ti ringraziavano dopo averle scopate, anche se non davi loro denaro, dove erano loro a chiederti di fotografarle mentre le inculavi, che poi volevano rivedersi le foto dei loro culi aperti e riempiti a pecorina. Certo, potevi anche incontrare quella sospettosa che non voleva farsi fotografare ma trovavi pure quella che invece era proprio lei a chiederti le foto e le riprese video del cazzo che faceva su e giù dentro di loro. A Benazzo era andata proprio così. Lui non aveva nemmeno mai avuto una macchina fotografica, prima di andare in Indonesia. Se ne prese una sua sulla base dell’insistenza di Wida coscialunga, quella che diceva di girare documentari, quella sposata con il programmatore olandese, cornuto e sempre in viaggio. Era stata lei la prima a chiedergli di fotografarla mentre la montava. Poi ce n’era stata un’altra e poi aveva preso a riprendere le inculate che faceva con la sua seconda moglie e a tutte le altre le aveva riprese a video tutte, fatta eccezione forse per un paio di spose cinesi, senza quasi mai un rifiuto. Erano stati tempi gloriosi. Quel sogno li aveva rievocati nella memoria di Benazzo e ora doveva organizzarsi per ricreare le condizioni per fare i fatti, per riprendere a viaggiare e a fare le batterie con le puttane, invece che stare a sognare e a lasciarsi ingrassare ed invecchiare. Non aveva la minima idea di come fare ma sapeva che tutto non poteva comunque prescindere dalla dieta dimagrante. Quello era il dramma, la tragedia, di fondo. Doveva fare 4-6 mesi di sobrietà. Di mangiare gli interessava mendo di prima ma faticava a rinunciare a bere. Doveva perdere almeno 30-35 chili, altrimenti non avrebbe nemmeno potuto vedere i culi che si inculava, essendo coperti dalla sua pancia. Venivano fuori dei pessimi video e lui sembrava proprio un vecchio, un vecchio porco che inculava con le palle che gli andavano a terra. Benazzo si promise per l’ennesima volta di cominciare la dieta ma “non da oggi“, cristo, “oggi viene a trovarmi mia figlia”. Che c’entrava? C’entrava eccome. La dieta era uno stato mentale in cui non c’erano distrazioni, era tutta introspezione, senza pause, senza relax. Ma quando eri con amici, parenti o donne da trapanare, la dieta NON la potevi fare. Cosa c’era di più triste di una tavolata di amici che si abbuffavano e si ubriacavano con la ragazza a fine tavolata che, ingrassata, quella stagione andava avanti ad insalata? E Benazzo a fare come lei? Mai! O facevi la dieta oppure uscivi e ti univi alle distrazioni. “Domani”, quindi, o “quando sarà che la ragazza se ne tornerà in Italia”, decise con indulgenza plenaria il Benazzo, che ancora non aveva messo a punto il piano per mettere subito le cose in chiaro con sua figlia, Roberta Sarrantoio, e farle sentire il cazzo. Riprese a pensare a quella filippina alta che lui aveva incontrato in quel centro commerciale e che poi aveva preso ad inculare due mattine a settimana. Come erano finiti a letto, subito dopo pranzo, la prima volta che erano usciti? Tanto per cominciare lei aveva il coprifuoco. Doveva rientrare al dormitorio entro le 7 di sera e quindi il suo tempo era necessariamente tirato. Però lui non poteva sapere che l’avrebbe chiavata al primo appuntamento, quelle ragazze erano cattoliche e poi lei era pure venuta con un’amica, per tutelarsi. Tre cose aveva fatto lui, solo tre. Era venuto in tuta, la tuta dell’Adidas, perché con quella panza i jeans li aveva appesi al chiodo da anni, ma era senza mutande. Secondariamente, a tavola, mentre le faceva assaggiare il totano fritto a danelli, mentre lei portava vagamente il busto nella direzione del piatto di lui, lui le aveva baciato il collo a tradimento, sfiorandola senza preavviso, con labbra e barba di qualche giorno. Niente di speciale, niente di particolare. Però quello sfioramento doveva averle fatto venire qualche brivido, perché subito decise di rientrare, accompagnare la sua amica al dormitorio e portare lui nell’albergo a ore. Terzo, in taxi, in tre, mentre erano seduti dietro in tre, lui le aveva preso la mano e se l’era appoggiata sul cazzo libero e ribelle, un cazzo enorme e bollente, che si era gonfiato subito per il solo fatto che lei si era lasciata prendere la mano. Ecco, questo si poteva fare nonostante la pancia, invece di abbracciare la figlia, per farle sentire le sue intenzioni, il suo progetto, proprio fin dall’inizio, per non sprecare tempo. Lei era una tipa diretta, come sua madre, del resto, bisognava essere diretti. Ma c’era il rischio che lei non volesse, che rifiutasse, disgustata, scandalizzata; “ma che razza di padre ho, appena arrivo già mi mette il cazzo in mano…e però, e ben più grosso di quello di mio cugino, e quello di mio marito, lasciamo perdere, capirai, è pure circonciso”, avrebbe detto lei, “proviamolo! Non sarà mica la fine del mondo!”, ma avrebbe anche potuto dire “no, che schifo, che scandalo, che padre cornuto e degenerato, porco e depravato!!”,  nessun problema, si dice al taxi di rientrare in stazione e tanti saluti. I suoi amici si sarebbero meravigliati di lui, se avessero saputo di questa storia. Loro erano realmente innamorati delle loro figlie e, giunti sui 50 anni, ogni volta che suonava il telefonino, lacrimavano come delle vedove al funerale, solo a vedere che erano loro a chiamarli. Per Andrea Benazzo era tutto molto diverso. Loro erano innamorati pazzi delle loro figlie, erano gelosi dei loro fidanzati, o mariti, erano gelosissimi, Benazzo NON era innamorato di sua figlia e NON era affatto geloso di lei. Voleva solo farle il culo, tutto lì, perché era un periodo in cui scopava davvero poco, in generale, ma anche per punirla, per spingerle nell’ampolla rettale due metri di cazzo e, ad ogni spinta, ripensare a tutti i discorsi idioti e le decisioni idiote che lei aveva fatto e preso negli ultimi dieci anni. Non poteva avere una figlia tanto stupida, non poteva, quella non era sua figlia e se pure lo fosse stata, non era in grado di stabilire con lui nessun tipo di rapporto intimo, come dire, confidenziale, come di due persone che ragionano e si scambiano pensieri e segreti. Era una zucca vuota e non aveva diritto di essere figlia di Benazzo ed essere tanto scema nello stesso tempo; Benazzo aveva tanti difetti ma era una persona intelligente, lei no; però aveva una qualità, una qualità che hanno tutti, almeno quella, il buco del culo, unico centro di verità e di giustizia umana.

(Vergini Villane Sodomizzate e Puttane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

 

La figlia lo aveva fatto arrabbiare troppe volte. Bisognava punirla

Racconti Erotici e Storie Strane (ma Vere)
Mia Figlia? Le ho spinto contro la mia erezione totale,
Inculare con le chat erotiche senza video e senza webcam,
La Rivista Pornografica “la meretrice e il maniscalco” di Skinner,
La cugina, non si poteva non amarla nell’atto d’incularla,
Riprovare a fare il culo alla cugina, fallito il primo tentativo,
“Madonna! CUGINO Che porco che sei! Ma che porco!”,
Orgasmi Vendicativi Spruzzati sui Capelli della Cugina,
Mia Cugina Roberta, Cavalcata sul Letto Sopra la Coperta,
Occasioni degli Arrivi, “Hai fatto buon viaggio, Cuginetta?”
Sodomizzare la cugina, vendicarsi delle prepotenze dello zio
Il prof. Benazzo ammaestrò il pavimento pelvico di sua figlia
Invito a Pranzo con Puttane non Disponibili
La più nobile delle arti umane, il sesso anale, si pratica e s’impara

Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: