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Poche donne erano state capaci di fare i pompini come si deve, ad Andrea Benazzo. C’era stata la sua ragazza napoletana di 22 anni, quando lui ne aveva 19, che era riuscita molte volte a farlo venire di ricchissime sborrate, solo per l’eccitazione che gli procurava, accarezzandogli con la lingua la parte nascosta del prepuzio, oppure facendo altro. Il fatto sta che Benazzo le veniva presto in bocca per eccitazione e non per spinta.

Papà, vieni a trovare in Arabia? Ma come t’inculo se c’è tuo marito?

Non era lui che spingeva le sue parti in avanti per venire, anzi, se ne stava seduto e completamente passivo. Lei leccava tutto attorno e lo faceva venire, punto. Chissà come faceva? Si chiamava Paola, proprio come la madre della figlia che si stava ciucciando il suo cazzo in quel momento, il momento dopo l’inculata di cui si parlava nella pagina precedente. (Papà, vieni a trovarmi in Arabia?”-“Ma come t’inculo se c’è tuo marito?”).

Però, la prima Paola, la madre di sua figlia, che si vantava persino al bar di essere bravissima a fare i bocchini, se pure si faceva sempre venire in bocca, non gli procurava gli stessi brividi e doveva sforzarsi per poter venire, ogni volta. Poi, lasciata lei, che era incinta di Roberta Sarrantonio, la stessa figlia che in quel momento gli stava succhiando due metri di cappella gonfia e rovente, per molti anni aveva convissuto con una megatopa che però gli aveva detto che le donne succhiavano il cazzo non perché a loro piaceva, pensa che stronze e che puttane, lo facevano per far piacere agli uomini.

Con che animo Benazzo si poteva fare succhiare il cazzo da una che gli aveva detto, più volte, che lo faceva SOLO per far piacere agli uomini e che, avendo chiesto a tutte le sue amiche bocchinare, a sentire lei, pare che tutte facessero i bocchini solo per far piacere ai loro uomini. Non poteva essere vero, non DOVEVA essere vero; il fatto sta che Benazzo ci aveva creduto ed aveva preso a metterle il cazzo in bocca con sempre minore frequenza, negli anni, godendone poi sempre di meno.

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Non Mettermelo nel Sedere, papà, lì proprio sono vergine

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Ogni tanto, per venire, ripensava a un fumetto in cui c’era il marchese De Sade che si era appena svegliato, perché un giovane finocchio che lui aveva inculato la notte prima, aveva preso a succhiargli il cazzo mentre lui dormiva. Si chiamava Byron e il De Sade, sorpreso ma gaudioso, diceva “ohh…”, ecco, questa immagine, che Benazzo aveva cavato da un fumetto, lo aiutava a venire. Era la sua donna che gli succhiava il cazzo standogli sopra, ed era mille volte più bella di Byron e con un culo mille volte più attraente di quello di Byron, ma lui da quella posizione non poteva venire e allora ripensava al bocchino del mattino di Byron, e diceva tra sé “sì, Byron, dai, succhia, succhia” e, così dicendo tra sé, veniva, spruzzava una fontanella di sborra, in bocca di lei, la sua convivente, la mega-figa con la quale era stato assieme dieci anni? Macché! Quella troia toglieva subito la bocca dalla cappella, per evitare di farsi spruzzare la fontanella di sborra in bocca, come se fosse stato veleno, che però si era bevuta alla grande le prime volte che avevano dormito assieme, e si metteva a ridere,

“ha ha ha, che porco, hai provato a venirmi in bocca, senza dire niente, ha ha ha, che porco..”

Una parte di quei dieci anni sarebbero proprio andati sprecati se Benazzo non si fosse scopato tutte le impiegate che aveva assunto durante la sua carriera e che avevano lavorato alle sue dirette dipendenze. E però anche allora aveva continuato a credere che le donne facessero i bocchini agli uomini solo per far contenti gli uomini e che non si eccitassero a succhiare i cazzi, come invece gli uomini si eccitavano a leccare la figa, perché quello lui lo faceva per il proprio piacere e non solo per far eccitare la femmina.

Benazzo si sbagliava, doveva sbagliarsi, era una delle tante cazzate che gli aveva detto la sua convivente in dieci anni di convivenza. Il fatto sta che, ogni volta che doveva dare il cazzo in bocca a qualcuna delle femmine che si scopava, non le veniva mai in bocca, anzi, no, non veniva proprio. Gli restava duro, se lo lasciava leccare e succhiare ma mantenendo un contegno passivo, tanto che se fossero state lì a succhiarglielo per un’ora, non sarebbe venuto lo stesso. Era come un complesso che gli rallentava l’orgasmo o glielo fermava del tutto. Ci vollero un paio di decenni per fargli superare il pregiudizio del bocchino che non sborra ma alla fine lo superò, quando finalmente incontrò Angela e Tania. Nei decenni, che separavano questo momento rispetto a quello, di scopate ce n’erano state tantissime anche se meno di un decimo rispetto a quelle che avrebbe voluto fare. Però non c’erano stati più bocchini, se non sporadici, e certamente senza ingoio.

Ora era diverso, ora era pronto e persino quasi disinibito e questo faceva eccitare la femmina, non il suo opposto, l’uomo porco, quello che ha voglia di lei, che vuole venirle in bocca, in culo e in ogni altro buco, e se capitava che in quel momento la femmina fosse la figlia, bisognava venirle in bocca e fino in gola, assicurandosi che non sprecasse nemmeno una goccia.

Quando Roberta Sarrantonio si accorse che il padre si stava eccitando, spingendole il cazzo in bocca e fino in gola, e se ne accorse vedendo proprio che lui muoveva l’anca in avanti, in una sorta di rotazione, spingendo in avanti e stringendo le chiappe come uno che sta spingendo avanti una spruzzata di sperma fluido e bollente, come uno che vuole venirti in bocca, che si sta facendo fare il bocchino non per farsi fare il bocchino ma solo per venirti in bocca, gli mise subito le dita sotto e dietro allo scroto, cercando la ghiandolina magica che ingrassava la spruzzata (era poi la prostata?) e prese a muggire, a mugolare, proprio come una vacca, proprio come Tania e Angela avevano fatto prima di lei, “mmmmmmmmmhhhh” e succhiava e “mmmmmmmmmmmhhhh” e succhiava e menava e con la mano cercava la ghiandolina magica e “mmmmmmmmmhhhhh” sembrava godere di un bocchino che stessero facendo a lei e invece era lei che stava succhiando l’uccello del padre.

“Aspetta…”

Benazzo voleva riempirle la bocca di sborra ma non riusciva a venire. “Aspetta un momento, cara” e l’abbracciò forte baciandole il collo, stringendola a sé, per riprendere fiato senza perdere l’eccitazione. Continuò a baciarle il collo per mezzo minuto, forse per un minuto, respirando affannosamente e cercando di respirare a fondo, poi si rimise in ginocchio e le sventolò di nuovo il grande cazzo sulla faccia. Lei prese subito in bocca quella enorme cappella rovente e però, proprio mentre rimetteva l’altra mano sotto le palle di lui per cercare la ghiandolina magica, a lui tornò in mente il trucco di Tania. “La ghiandolina, cercala dal buco del culo“, pensò; le prese la mano e se la spinse sotto le palle fino al culo, facendole capire che voleva che lei gli infilasse un dito in culo.

Roberta lo sapeva benissimo, conosceva ormai tutti i trucchi delle puttane che sono scappate di casa a 17 anni per andare a convivere con qualche pappone, non era più una bambina, se mai un qualche tempo lo fosse stata. Cercò con delicatezza il punto preciso, il centro del buco del culo, e iniziò il suo lento percorso, spingendo verso l’interno, visto che il dito era asciutto e il buco del culo di Benazzo era solo appena appena sudato. Quando un paio di falangi riuscirono a penetrare appena più a fondo, bastò qualche oscillazione, questione di frazioni di millimetri, e, dopo altri due o tre “mmmmmmmmhhhhh”….”mmmmmmmmmmmmmmhhhh”…..”MMMMMMMMHHHHH” che sembravano voler dire dissetami, “saziami, ingrassami, scopami la bocca e mettila incinta!” e la sborra prese a riempirle la bocca; era calda, fluida, dolciastra. Naturalmente bevve tutto, fino all’ultimo, e continuò a muggire, tenendosi il cazzo in bocca e continuando a leccarlo tutto attorno per evitare che qualche goccia cascasse sul lenzuolo.

“Sei riuscito a non venirmi negli occhi e papà?”

Che sfacciata, madonna che puttana e che sfacciata che è questa troia di mia figlia, persino più sfacciata di quanto fosse sfacciata quell’altra sfacciata troia di sua madre, che raccontava al bar di come era brava a pulire il pisello dopo averlo fatto spruzzare, certo, era il pisello del fidanzato, ma lo dici al bar, davanti a tutti i suoi amici, amici del fidanzato, che in quel caso era stato Benazzo, maschi?

Benazzo si sentiva a disagio, subito dopo l’orgasmo, si vergognava un poco con se stesso e anche con lei per esserle venuto in bocca, cristo, quella era sua figlia, dopo tutto. Finalmente percepiva la vergogna della situazione, l’incesto, la depravazione, la corruzione, la perversione dell’incesto, sei un porco, ma come, sborri in culo a tua figlia e poi le vieni pure in bocca? Ma non ti vergogni? E si vergognava ma il suo atto di vergogna durò due secondi, perché, dopo quel:

“papà, sei riuscito a non venirmi negli occhi, eh, papà?”

non ci poteva proprio essere più niente di cui vergognarsi. La cappella era linda, la figlia aveva bevuto tutto il suo seme, non c’era bisogno di fare un’altra doccia, non subito. Si sdraiò accanto a lei, a fianco a lei, con una mano sul pelo morbido e castano chiaro della sua patata fumante e pronta per il suo (di lui, del padre) terzo orgasmo.

“Perché parli come se l’avessimo già fatto prima? Mi confondi con qualcuno che ti è venuto negli occhi?”

“No, che dici, caro, no, non ti confondo con nessuno, ma è vero che qualche ragazzo ogni tanto mi viene nei capelli, e mi devo sempre raccomandare – non venirmi nei capelli che poi si secca e non riesco a spazzolarmi! – sono tutte raccomandazioni inutili, quando gli uomini si eccitano non capiscono più un cazzo, vogliono solo sborrare, pensano solo a sborrare. Lo scopo degli uomini è sborrare, altrimenti diventano nervosi oppure ubriaconi. L’ultima volta uno mi è venuto negli occhi, mi è diventato tutto un occhio rosso, ridevo, la spruzzata non è che mi avesse fatto male, ma l’occhio dentro era diventato rosso, non so perché…”

“Sarà stato l’urto, non credo che la sostanza non sia innocua, a meno che non entri dentro la patata.” rispose Benazzo, che intanto le strofinava tutti i peli della figa, schiumosi, perché era tutta bagnata fradicia, si era eccitata come una cagnaccia a far godere suo padre.

“Allora mi vieni a trovare in Italia in luglio?”

“Tuo marito viene con te?”

“Ma che sei matto? Lui deve lavorare! Sono solo io con i miei figli. Durante il giorno li possiamo lasciare da mia sorella, da mia zia Patrizia, dalle mie amiche, loro giocano e io ti lecco l’uccellone, che ne pensi papà? Possiamo farlo ancora, possiamo farlo ovunque, anche in aereo, se fai il volo con me.”

“Ma per fare il volo con te dovrei venire prima in Arabia.”

“E vieni in Arabia, ti ho spiegato, basta solo il visto turistico.”

“Ma no, non mi faccio avvelenare con il vaccino, sei pazza? Però può anche darsi che non sia poi obbligatorio in tutti gli aeroporti del mondo…” dopo quel bocchino con il ditino nel sederino, Andrea Benazzo aveva preso ad affezionarsi sul serio a sua figlia, stava veramente iniziando a pensare di andarla a trovare quando lei era in ferie e di passare più tempo con lei.

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“Vedi che sei già protettivo nei confronti della nipotina?”

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Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

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