(incontri in chat porno, Vergini in Allegria pronte per la Batteria!)

Quelle notti a Foshan, Osvaldo Danzi aveva dormito molto male. Per diversi motivi. Niente a che vedere con la storia di Nicolas. Anzi. Le novelle di Nicolas lo rassicuravano. Si era convinto di tanti pericoli e non dei pericoli legati alla criminalità comune. Inoltre si era fatto l’idea che, in generale, un marziano, davanti alla prospettiva di passare alle vie di fatto con uno straniero, avrebbe avuto ottime motivazioni per evitare il confronto.
Anche Eolo aveva vissuto con questa idea per diversi anni. E chissà quante altre volte si era trovato a fare discussioni con i marziani; proprio lui, così insofferente e facilmente eccitabile.

Ora si trovava nel traffico di Hai Hua lu. Ridicolo solo dire che si trattasse di traffico. Erano i soliti lerci “arrosticini” scimuniti che stavano in disordine in strada e sul marciapiede. Ne bastavano pochi per far su un casino di rumori e di cattivi odori. Il triciclo fermo, il taxi fermo, il banchetto, che bruciacchiava l’aletta di pollo, fermo. Ma come si faceva a resistere senza tirare quaranta bestemmie? Eolo era un buon cocco di mamma, come molti altri burini, e stavolta era proprio in auto con la mamma. Perciò, quando la mamma c’era, bisognava stare calmi e non bestemmiare. Il furgone non poteva passarci, niente da fare. Eolo suonava, ma suonare non serviva proprio a niente. Suonavano tutti e sempre senza motivo. I taxi suonavano ogni volta che vedevano uno straniero a piedi per caricarlo. Se lo straniero non li filava insistevano a suonare pensando magari che non li avesse visti o sentiti; dovevano credere che gli stranieri fossero tutti sordi, perché continuavano con un’insistenza sopportabile solo da chi ha cavità danneggiate negli ossi temporali. Gli autobus suonavano per avvisare le moto in corsa contromano – motociclette con sopra due passeggeri e tre bambini – di farsi da parte e far passare quello più grosso. I tricicli suonavano, per motivi riconducibili a quelli dei taxi. Anche le moto suonavano, per avvisare i pedoni che arrivavano di notte a tutta velocità e senza i fari accesi, sui marciapiedi, in entrambe le direzioni pedonali di marcia. Le biciclette elettriche suonavano, perché, sfrecciando a velocità smodata senza produrre alcun rumore, avrebbero potuto investire un passante con maggior facilità e senza dargli modo di sentire altro che un brivido di freddo improvviso. Insomma tutti suonavano, con l’inevitabile conseguenza che nessuno se ne fregava di quelli che suonavano e tanto meno immaginava di scansarsi o di fare attenzione e guardare nella stessa direzione verso cui stava andando.

Eolo si trovava davanti all’ennesima biforcazione di alternative davanti alla quale un buon ragazzo deve prendere una decisione: scendere e spaccare tutto oppure andarsene in retromarcia. Scelse la retromarcia.
Imprecando ma tentando di controllarsi per non far alterare la mamma che era con lui, iniziò a retrocedere.

biiiiiiiiiiiiiiibiiiiiiiiiibbiiiiiiiiiiiiiiii

– “che c’e’?”
– “ce sta n’artra macchina ddietro. Nun se p’ò annà, nun se p’ò passà”.

Eolo era romano, della provincia di Roma, e sua madre milanese; avevano entrambi una preparazione basica al traffico e una disposizione naturale all’adeguamento in caso di ingorgo. I quattro marziani, molto probabilmente ubriachi, secondo uno schema già familiare ai più, scesero dalla macchina che gli stava dietro e iniziarono a dare colpi al furgone di Eolo. Eolo esitava ad uscire. Con la madre e la fidanzata, perché c’era pura la fidanzata, entrambe in ansia e spaventate, voleva ben evitare di dover scendere e azzuffarsi con 4 marziani ubriachi e prepotenti in mezzo alla strada. Così decise di chiamare la polizia. ‘Quando fate un incidente su Marte (in Cina comunista) dovete sempre chiamare subito la polizia.’ Se siete fortunati non vi succede niente e arrivano in fretta. Non conta chi ha torto o ragione in un incidente con un marziano. Neppure conta se l’incidente non c’e’ stato e loro si sono immaginati tutto. Questo aveva imparato Eolo in 8 anni. In questo caso non vi era stato contatto fra il furgone e il muso dell’auto dei marziani cinesi.
Però loro erano in 4 e questo era per loro motivo già più che sufficiente per venire giù e iniziare a creare problemi. Un altro motivo che esaltava la loro euforia, e la loro impavida intraprendenza, era l’aver constatato che in auto vi era un uomo con due donne. Il terzo motivo, non meno importante del secondo, era l’aver notato che una delle due donne era probabilmente sopra i 65 anni; ciò rendeva l’impostazione della lite ancora più attuabile.
Mentre Eolo provava a telefonare alla polizia con il telefono cellulare, e non sapremo mai se ci fosse perlomeno riuscita la sua ragazza, lui veniva “fatto scendere” dai 4 marziani. Come da prassi, si iniziò una discussione.

Non ci sono ammaccature.
Discussione e strilla.
Non ci sono graffi.
Discussione e urla, e in più, spintarelle e spinte.
La polizia arriva o no?
Nel frattempo nessun’auto riusciva a passare l’incrocio, in ogni caso. La piazzetta e l’incrocio erano molto illuminati e affollatissimi di passanti che non avevano niente di meglio da fare che assistere alla scena, e si fermavano tutti attorno, come facevano davanti ai teatrini con i pupi cinesi.

Danzi seppe poi che nessuno aveva visto niente di niente.

In gruppo di curiosi aveva fatto un crocchio sempre più corposo intorno alla scena della lite e le macchine non riuscivano a passare, del resto non sarebbero riuscite a passare comunque, perché nessuna delle carrette e dei taxi che ostruivano il passaggio si era nel frattempo spostato e adesso non si sarebbero persi la scena nemmeno se li avessero pagati per muoversi da lì.

Il furgone di Eolo oscillava come una nave con il vento a babordo, sballottato dalle 8 intrepide braccia dei marziani attaccabrighe. Dentro il furgone, la mamma e la ragazza mora venivano dondolate da quell’innaturale rollio; l’auto dei quattro marziani era dietro, subito dopo il furgone; il triciclo e il taxi erano ancora in mezzo alla via che dava sull’incrocio. Eolo, incastrato a imbuto davanti e chiuso dall’auto dei quattro da dietro, era l’unico che non si poteva togliere da quel casino nemmeno volendo. Non sarebbe servito altro che uno solo di loro si fosse mosso; ma, quando si vuole evitare di vedere altri eventi non appropriati, quando proprio si è alle strette e ci si immagina di essere giunti alla parte peggiore di una storia sgradevole e problematica, ecco che allora – per chiudere – arriva un altro gradissimo rompi-cazzi a peggiorare tutto e in modo permanente e, bada bene, potrebbe non esser l’ultimo.
Il pappone marziano arrivò dal lato parallelo alla via del mare, veniva dal Randevouz hotel e aveva appena caricato una delle donnine allegre che lavoravano per lui e per il suo padrone.

Della Pericolosità Oggettiva del Pappone
Il mestiere del ruffiano non è generalmente considerato onorevole, nemmeno fra gli scellerati. Questo vale tanto in occidente che in oriente. È un mestiere che non presenta gli stessi rischi rispetto a quello del rapinatore, per esempio, e non incute lo stesso rispetto riverente del ruolo di capo-clan in una qualunque altra carriera passata secondo le diverse gerarchie delle arti per canaglie. A qualsiasi livello lo si pratichi, sbirri e malandrini non lo stimano alla stessa stregua di un lavoro degno di attenzione e di seria considerazione.

Esistono però cretini pericolosi, nonostante essi, da cretini, siano sempre sottovalutati. La pericolosità del cretino è intrinseca ed ineluttabile, perché il cretino non sa cosa fa ed è imprevedibile, il cretino non si preoccupa dei rischi delle sue azioni o se le sue azioni vadano contro il suo interesse; in più è sottovalutato e, tanto sommato, tutto ciò lo rende anche più imprevedibile e ancora più pericoloso.

Purtroppo per Eolo, così come si sottovaluta la pericolosità dei crtini pericolosi, talvolta, sorprendentemente, si sottovaluta la pericolosità oggettiva del pappone.

Poiché disprezzato da tutti, ed essendo consapevole di essere solo un parassita, un codardo che si finge gagliardo e prepotente per non far vedere che ha paura, il magnaccia è costantemente frustrato dalla sua mancanza di “peso” nel cosiddetto mondo criminale e dalla sufficienza con cui lo trattano gli sbirri. A volte, solamente in circostanze particolarmente favorevoli, o sfavorevoli, a secondo di come si veda la cosa, egli perde il controllo della situazione e si abbandona a manifestazioni del tutto inusitate, nel disperato tentativo di attirare l’attenzione che umanamente si dedica ai tipi con capacità e qualità criminali normalmente superiori alle sue. E sempre interviene che si mette a fare il prepotente quando è sotto l’effetto di qualche sostanza di sintesi e con persone indifese che non appartengono alla sua sfera “professionale..”

Nel caso della vicenda di Eolo, il lenone si chiamava Pan Chang Jiang e guidava un’auto di importazione, una Toyota. Secondo un altro schema altrettanto comune, l’auto non era neppure sua ma la usava per portare le puttanelle del suo padrone al Rendevouz e ad altri KTV, che sarebbero i bordelli dove i marziani vanno a cantare, bere e zufolare, con le giovani meretrici con la fica fortunatamente non depilata. Il caso vuole che Mr. Pan, provenendo dal puttanaio KTV del Rendevouz, volesse girare a sinistra, proprio sul lato sinistro dell’incrocio dove non si poteva passare e dove quei poveri malcapitati strillavano e si scambiavano spintarelle e strattoncini.
Pan Chang Jiang, vagamente confuso dalla droga e dagli eccessi di vino di riso, dovette improvvisamente inchiodare la Toyota per evitare di infrociarsi contro un banchetto per grigliate di ali di pollo mal conservate, e melanzane mal condite, un triciclo con motociclista che non si faceva i fatti suoi, un taxi parcheggiato davanti all’hotel che non si spostava perché il tassista voleva vedere la scena della lite, un furgone inclinante al rollio del vento a babordo, 5 deficienti che discutevano e si spingevano, un’auto vuota dietro ai 5 deficienti che discutevano e un crocchio di curiosi che non avevano niente di meglio da fare allora e che probabilmente non lo avrebbe avuto comunque né prima né dopo. Pan non aveva pensato a niente mentre scendeva incazzato e iniziava a intromettersi nell’ insensata discussione. Spingeva un po’ tutti e si adirava un po’ con tutti gli attori di quel grottesco teatrino che di goffaggine e stupidità ne aveva già ospitata “in bisogno”. I quattro marziani attaccabrighe a poco a poco si erano stufati, o si erano fatti indimidire dal pappone, ed erano finalmente rimontati in auto; lasciarono la via in retromarcia. Eolo ora avrebbe potuto manovrare e spostarsi anche lui, in retromarcia, ma, come sempre accade a chi è contemporaneamente sfortunato, stupido e irascibile, rimase ancora un po’ a discutere con il “ricottaro” giallo di nome Pan. Un individuo infido, un balordo da poco, che per rastrellare qualche mancia avrebbe messo a battere la sua stessa madre e la sorella. Cosa avrebbe raccontato ai compagni di cella, se fosse stato veramente arrestato, a proposito dei motivi per i quali era dentro e di quale fosse la sua specialità?
Eolo certamente gli avrà dato una spinta, come si era soliti a fare nelle mezze liti fra burini e come aveva fatto senza interruzione per gli ultimi trenta minuti con gli altri quattro idioti che, meno idioti di lui, se n’erano andati. Poi, un pugno, un pugno sulla spalla del pappone cinese, un atto tanto inutile quanto stupido che non si usa più accennare nemmeno tra i bambini di quinta elementare. Eolo aveva fatto le elementari e, se è per questo, aveva fatto anni di università in Cina ed aveva imparato bene il cinese semplificato. Doveva essere stato quello stupido ed inutile pugno sulla spalla a scoraggiare il “pappa”. Mr. Pan, con la sua aria da clown impedito fuori controllo, ritornò in fuga verso la sua auto, finalmente se ne sarebbe andato anche lui. Eolo, allora, avrebbe potuto riportare a nanna la “sua mamma” e dare una bella spazzolata alla sua fidanzata, quella femmina cinese alta, magra e mora, con i capelli lunghi fino a frusta sulle chiappe. Però Pan, nel disordine, doveva aver dimenticato qualcosa, perché riuscì dalla Toyota e ritornò verso Eolo con una certa sicura rapidità. Eolo stette a guardarlo incredulo e tranquillo, ‘che vorrà ancora questo?’ Il buffone si avvicinò a Eolo, che lo aspettava tranquillo e rilassato, e gli dette un colpo con il destro al basso ventre. Eolo non sentì nulla e rimase ancora nel dubbio. ‘Questo è scemo. Che faccio, ye meno o lo lascio andare? E’ troppo sfigato, mi fa quasi pena.’ I marziani – e in generale tutti gli asiatici – non attaccano mai se non sono superiori di numero. Non solo non si battono alla pari, non solo, per venire alle mani devono essere di numero almeno 4 volte superiore, altrimenti il conflitto lo differiscono ad altro momento di maggior vantaggio per loro. Questo era diverso, si era confrontato, anche se solo a parole, da solo contro cinque, un idiota contro cinque imbecilli.

Danzi non riusciva a trovare un precedente analogo. E, forse anche per questo, la storia lo innervosiva e lo colpiva sempre di più. Un uomo da solo. Proveniente poi da dove? La dinamica della vicenda lo teneva sempre più incazzato e sconcertato. “Lui, Pan Chang Jiang, il discolo ruffiano che non riusciva neppure a trovarsi un mestiere da scellerato vero, esce dal nulla, scende e si batte da solo contro 5 briganti che sono già incazzatissimi. Quattro di loro se ne vanno. In quattro indietreggiano davanti ad un singolo uno che non è neppure canaglia vera. Eolo, stressato e pur sempre burino, gli dà una spintarella; deve avergliela data, almeno una. Ma lui stava già immischiandosi e spingendo da qualche minuto. Dopo la spintarella, il marziano torna alla sua auto: apre, entra, cambia idea, ritorna.” Non quadrava in minima parte.

Dopo quel colpetto innocente ed innocuo al basso ventre, Eolo era ancora in piedi che lo guardava ritornare con la sua aria da cretino e pensava, ‘ma che fai mi tiri pugni? Manco l’ho sentito questo.’ Non sapeva se menargli o lasciarlo andare per via della sua inefficiente stupidità, della inutilità e inefficacia del suo pugnetto da mezza sega. ‘Coglione’, pensava. ‘Drogato, ma non vedi che non sai neanche reggerti in piedi? Mi fai pena mi fai’. Anche il protettore marziano era perplesso, dell’inefficacia del suo agire, e rimaneva fermo a guardare Eolo, con sguardo incompetente ed incredulo. La scena ridicola sembrava non finire più. Eolo continuava a domandarsi cosa fare con quel mercante di schiave non depilate che non era nemmeno riuscito a far sentire il pugno che aveva tentato di dargli sotto. Tutti quelli che non san tirar pugni pensano sempre di poter stendere l’ avversario con un colpo solo che però non si sente nemmeno. Doveva essere strafatto e incapace di reggersi in piedi, a onta di tutta la sua inutile prepotenza. Eolo prese la savia decisione di lasciar perdere. Faceva bene a non cercare altra lite, non serviva a nessuno e non si si sa mai come può andare a finire; non c’era motivo di restare ancora in quel porcile e poi avrebbe dovuto riaccompagnare la madre alla stanza e dare una spazzolata alla mora dai lunghi capelli neri. Aveva ragione a lasciar perdere e ad andarsene subito via, visto che in retromarcia poteva finalmente muoversi, Eolo aveva ragione. Però aveva anche torto. Non poteva andarsene proprio per niente, perché era lui che non si reggeva in piedi. Era in piedi, quello si, ma non avrebbe dovuto. Quindi Pan Chang Jiang aveva ben motivo di essere perplesso, almeno tanto quanto lui.
“Ma, che hai da guardare, cretino?”
Il pappone con la faccia di limone non rispondeva.
“E mia madre che ha da guardare? Perché la polizia non arriva? Perché la gente non se ne va?” Eolo iniziava ad oscillare come un ubriaco, cercando di restare in equilibrio in piedi, in uno stato di perplesso disorientamento, mentre uno strano e intenso calore prese a insistere giusto sotto l’ombelico, proprio dove aveva toccato il “pugno” di quel mezzano stracco di alcol e di droga. Pan Chang Jiang iniziò a levare le ancore e stavolta per davvero. Risalì per la seconda volta sulla Toyota e se la svignò di corsa, in retromarcia, ritornando da dove era venuto, visto che non poteva girare a sinistra, perché il furgone di Eolo e tutti gli altri stronzi non si erano mossi da lì. La morettona altissima, i cui capelli neri frustavano animosamente il dolcissimo valico fra le sue natiche elevate, dimostrando un acume straordinariamente sproporzionato rispetto al suo tenore culturale, prese il numero di targa del marziano sfruttatore in ritirata e lo trascrisse correttamente.
Un gesto inutile? Non importava, lei DOVEVA fare qualcosa e la fece e, se anche fosse stato inutile per Eolo, qualora fosse morto, non lo sarebbe stato per lei; e poi, questo fu un problema che andò a inficiare la situazione di Danzi più che quella di Eolo, anche se lei, questo, non poteva saperlo, come non poteva sapere come le avrebbe leccato la figa Danzi, se solo gli fosse stata data l’occasione.

Nella vita di un burino qualunque, la fortuna aveva influenza per una misura che, grossomodo, non superava il 50% degli eventi della vita del burino qualunque in questione. Quella di Eolo, tanto per dire che il Machiavelli non poteva aver dispensato regole generali che funzionassero anche in Cina popolare, era interamente legata alla fortuna. Fortuna, “…che mostra tutta la sua forza ove non vi sia virtù ordinata a resisterle”….

la storia strana ma vera continua (Monelleinchat e le Vergini Villane Sodomizzate Salutano il Lettore con Amore).

Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

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