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(Vergini Villane Sodomizzate e Puttane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

Racconti Erotici e Storie Strane (ma Vere)
Mia Figlia? Le ho spinto contro la mia erezione totale,
Inculare con le chat erotiche senza video e senza webcam,
La Rivista Pornografica “la meretrice e il maniscalco” di Skinner,
La cugina, non si poteva non amarla nell’atto d’incularla,
Riprovare a fare il culo alla cugina, fallito il primo tentativo,
“Madonna! CUGINO Che porco che sei! Ma che porco!”,
Orgasmi Vendicativi Spruzzati sui Capelli della Cugina,
Mia Cugina Roberta, Cavalcata sul Letto Sopra la Coperta,
Occasioni degli Arrivi, “Hai fatto buon viaggio, Cuginetta?”
Sodomizzare la cugina, vendicarsi delle prepotenze dello zio
Il prof. Benazzo ammaestrò il pavimento pelvico di sua figlia
Invito a Pranzo con Puttane non Disponibili
La più nobile delle arti umane, il sesso anale, si pratica e s’impara

(incontri in chat porno, magari!)

“Quella cagna affamata e puttana sarà rimasta a fare qualche ditalino alla sua infermiera oppure a qualche paziente” pensava Andrea Benazzo, vedendola tardare anche quella sera, “”paziente” poi un cazzo, meglio dire “cliente”, la clinica svizzera della professoressa Emanuela Vicentini, ginecologa specializzata, senza guanti, in ditalini, è un posto in cui le puttane pagano profumatamente, per farsi menare l’indice e l’anulare in mezzo alle gambe, e nel centro perfetto del buco del culo, prima di farsela leccare. E vengono un po’ da tutta Europa, tranne che dall’Italia, dove i mariti cornuti sono troppo tirchi. Emanuela sa leccare molto bene la figa di alcune delle sue pazienti, solo alle più giovani e carine, se se la tenevano pelosa, pulita e ordinata, quella troia che, quando ci siamo conosciuti, vendeva a tutto l’ufficio la sua finta verginità. Puttana e lesbica, grandissima puttana e grandissima lesbica.”

(Vergini Villane e Puttane Qualificate:
incontri in chat porno, con giovinette dispettose)

Andrea Benazzo non aveva torto, la conosceva bene, ora, e l’avrebbe voluta punire volentieri per il suo passato e per i suoi peccati presenti. Non riusciva a perdonarle di aver detto in giro di essere ancora vergine, anche dopo che era stata con lui. In ufficio, tutti credevano che fosse vergine, ancora vergine a 19 anni, e per Benazzo era stata un’occasione unica, quella di scopare una vergine. Ma quando una diceva in giro che era ancora vergine dopo che l’avevi scopata per due notti, ti veniva il dubbio che forse non era vergine nemmeno prima che la scopassi tu, che fosse stata tutta una sua storiella, quella di fare la verginella.

Lei lo aveva fatto soffrire per mesi prima di mettersi con lui, facendosi corteggiare da tutti, praticamente, tranne che da lui, prendendo cazzi in mano ogni sera, facendo seghe a mezzo compartimento, e però si manteneva vergine. Lo aveva fatto soffrire tantissimo, fino a che, finalmente, dopo sei mesi di tortura, gli aveva detto che si era innamorata perdutamente di lui e che, per conseguenza

“dobbiamo far sesso”.

Lui l’aveva sverginata con il dito, una sera che lei si era accovacciata addosso a lui senza mutandine, in auto, completamente abbandonata e remissiva. Gli aveva fatto una grande tenerezza. Le aveva spinto contro l’imene un dito, leggermente, poi ancora e ancora, sempre leggermente, fino a che qualcosa si era rotta, come quando rompevi della carta da cesso che usavi per pulirti il culo, spingendoci il dito contro, e arrivavi a strofinare direttamente i caldo e perfetto centro del buco del culo, un po’ troppo umido

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Però, porcodio, quando lei era venuta a trovarlo a Roma e aveva dormito con lui, poi non poteva più tornare a Lugano e continuare a dire a tutti che era ancora vergine. la prima volta con il dito pulito, e va bene, tante altre volte l’aveva leccata, e va bene, e che buon sapore aveva, e che pelosa che era, poi le aveva rotto l’imene ma dopo, in albergo, a Roma, per due notti le aveva messo dentro due metri di cazzo e tre di cappella. Non aveva più nessuna scusa per continuare a dire a mezza Lugano che era ancora vergine a 19 anni, tanto più che, in quel tempo,dopo averlo preso davanti senza mai succhiarlo o senza mai prenderlo nel sedere, andava per i venti.

Sarebbe stata da punire per moltissime altre ragioni, e tutte valide, ma ora era lei che pagava le spese per Andrea Benazzo, il professore da strapazzo che si spacciava per giornalista d’inchiesta non richiesta. Non la scopava più ma lei lo manteneva e faceva pure finta di niente, con tutto quello che lui spendeva per comprarsi il Whiskey, il Campari, il vino bianco, quello rosso, ovviamente, e berselo di nascosto nella bottiglietta della coca-cola. Come poteva punirla e mostrare tanta ingratitudine? Rimasto senza lavoro, aveva perso tutti gli amici, che erano scrocconi, e aveva perso anche la famiglia, scoprendo che i peggiori scrocconi indifferenti ed ignoranti erano proprio i suoi parenti più stretti. Aveva solo lei, e questo rendeva la sua posizione anche pericolosa, se le fosse capitato qualcosa o se avesse deciso di prendersi qualcuno disposto a montarla, magari affezionandosi troppo a qualche sua cliente o a qualche marito-cornuto di qualche sua cliente-paziente.

Chi cavolo se lo sarebbe preso, a 58 anni, ingrassato di 30 chili, con una pancia che non gli avrebbero neppure consentito di volare, avendo perso metà delle otturazioni e delle capsule dei suoi bravi dentisti italiani?

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Emanuela lo manteneva, pur essendo ancora piacente e più giovane di lui di almeno una dozzina d’anni. Perché lo faceva? Perché aveva tanto bisogno di tornare a casa e di non trovarla vuota? Perché pareva quasi appagata dal fatto che Benazzo non riuscisse a combinare un cazzo? Perché lo scoraggiava dal trovarsi un altro lavoro, ammesso e non concesso che..ma poi no, ma poi col cazzo che l’avrebbe trovato? A lei pareva che tornasse utile, programmaticamente utile, che lui non lavorasse già da 5 anni, che fosse totalmente a carico di lei, che spendesse tutto quel denaro, prodotto da lei, per la carne di manzo ed i liquori, e qualche volta anche per scopare qualche sguattera filippina, che si facesse trovare stonato a letto il pomeriggio, che non lavasse i piatti, che non la scopasse, che solo raramente cucinasse e che, anche la notte, non si coricasse con lei ma aspettasse fino alle 3 o alle 6 del mattino, lavorando da solo al computer e menandosi continuamente il cazzo per conto suo. Se lui le avesse solo chiesto di fargli un bocchino con ingoio totale concordato e dato per scontato, lei non avrebbe che esultato di gioia per bere un poco del suo seme. Ma lui non le dava più neppure quello, si faceva le seghe, piuttosto, quasi ogni sera, con le foto che gli mandavano le puttane che lui rimediava nelle chat erotiche.

(Vergini Villane e Puttane Qualificate:
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Perché per lei era tanto necessaria quella presenza ingombrante? Oltre tutto, andando a letto alle 3 o alle cinque o alle sei del mattino, la svegliava, ogni volta, doveva essere una bella rottura di coglioni. Non era bello, non era magro, non era in forma, non era ricco, non lavorava, non aveva amici, era un reietto perfetto, aveva spaccato le ossa e i denti elle sue gatte e molto spesso aveva menato pure lei, nei suoi primi anni di convivenza. L’unica ultima speranza per lui era che lei si sentisse dominata da lui intellettualmente. In che modo si poteva pensare che lui la dominasse intellettualmente? Parlavano pochissimo e poi lei era sempre fuori.

Era una psico-labile? Per Benazzo non sarebbe stato difficile convincersene, avendo una madre che, a sua volta, appunto, manteneva un mentecatto con la pensione di suo padre, da più di 40 anni. Ma non poteva esserci paragone, quello era troppo scemo.

Per rispondere a queste domande avrebbe dovuto ragionarci su tutta la sera ma ora era distratto dalle chat erotiche con la nuova fiammetta napoletana che lo aveva letteralmente agganciato via internet e senza aver visto di lui neppure una foto. Emanuela tardava e li si sfogava. Non solo, presto il fine settimana sarebbe arrivato e finito e lui avrebbe letteralmente goduto della visita di sua figlia, Roberta Sarrantonio, che durante il fine settimana, senza che Benazzo potesse saperne alcunché, si faceva inculare da suo cugino Giampaolo Maria Sarrantonio, che era andato a prenderla e a sedurla proprio in aeroporto, a Roma, dove sarebbe pure dovuta andare a visitare il fratello, e che, prima di incularla, aveva cavalcato la Roberta sopra la coperta, la quale si era lasciata spruzzare anche due litri di sperma tra i capelli, prima di farsi inculare dal porco insaziabile assatanato suo cugino. Che porco! E che porca lei. Ci aveva provato, avrebbe voluto provarci, ad incularla subito, e invece non aveva resistito e l’aveva scopata subito, senza farle prima il culo, appena aperta la porta della buia camera d’albergo. E però poi era stata lei, proprio lei, ad invitarlo a “riprovare” ad inculare, anche se era provare, più che “riprovare”, a farle il sedere, visto che prima non c’era stata alcun rapporto di sesso anale totale. Come si poteva non amarla, la cugina, nell’atto d’incularla?  Assieme al cugino, facendosi sodomizzare a fondo dal cugino, si sbarazzava di 30 anni di ipocrisie e si vendicava, assieme a lui, di tutte le ingiustizie che aveva dovuto sopportare (lui, non lei), da parte di quel coglione di suo padre, tiranno, morto pure troppo tardi, dopo aver rotto il cazzo per 96 anni. Sai che bello, ereditare immobili, case al mare e terreni quando oramai hai già più di 50 anni? Ma le inculate del cugino si avevano quando lei era ancora nei suoi 30 anni e non aveva ancora messo su quel culo che avrebbe poi scoraggiato suo cugino più tardi.

(Vergini Villane e Puttane Qualificate:
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Erano le 6 del pomeriggio, a Lugano, e Benazzo si menava il cazzo, mentre “chattava” con la sua nuova “fiammetta” napoletana, Paola, di 24 anni; lui ne aveva 58 all’epoca dei fatti ma a lei aveva detto di averne solo 42. Dopo una settimana passata a scriversi con lei via chat senza webcam, lei aveva preso a mandargli delle foto, in mutande, con lo slip nero che le entrava in mezzo alle chiappe. Andrea Benazzo non poteva resistere e prese a fare apprezzamenti su quel gran culo aperto e pronto per essere inculato, nonostante la cellulite che lei cercava di coprire sul davanti della coscia, nella foto. Certo non si sarebbe mai permesso di dirle che voleva incularla senza nemmeno averla mai neppure incontrata prima, anche se era l’unica ragione per la quale perdeva tempo a parlare con lei di cose carine e perciò fu sorpreso di scendere tanto rapidamente in argomento, tanto più che fu proprio lei a cominciare.

“È un culo nuovo, mai usato. Come dire nessuno dei miei due ex la preso”

Lui non sapeva che dire

“Non ti piace che sembro una bambina viziata sembro Oddio mi avrebbe punita il prete dopo”

“no, non è vero che non mi piace, uno sguardo sensuale,”

“Mmm ma ti piace più il culo”

“non lo so, tra lo sguardo e il culo, poi ti dico, quando ci metto le mani sopra e tu mi guardi con quello sguardo”

“Si posso guardati così. Metti uno specchio mentre ci metti le mani”

“prendiamo una camera con gli specchi oppure mi compro un’altra macchina fotografica e ti faccio le foto mentre facciamo le nostre cosine, posso anche fare un film, La mia macchina fotografica si è scassata anni fa”

“Mmmm una camera con gli specchi..Vorrei scusarmi se ti da fastidio in qualche modo non è mai successo nemmeno con il mio ex sai quando non ci vedevamo non ho mai fatto sta cosa ho vergogna ma con te e venuto naturale semplice non lo so e mi dispiace”

(Non hai mai fatto sta cosa, intendi prenderlo nel buco del culo?) Si domandava Andrea Benazzo, mentre sentiva e toccava il cazzo che si gonfiava. E le rispose

“no, no, non mi dà fastidio proprio niente, tranne che non serve che nomini i tuoi ex, non ne voglio sentire parlare; tutto il resto è bellissimo, come ti viene in mente che mi dia fastidio? vai in cerca di penitenza?”

“La penitenza sarebbe. E nono parlerò più di nessuno..Non so perché ma mi metterei su di te anche mentre mi spieghi come assumere un medicinale nutro proprio quella voglia di te che non so mi affascini ed ecciti (e non si erano mai visti, lei non aveva nemmeno mai visto una fotografia di lui e/o sentito la sua voce al telefono, un perfetto sconosciuto, se non fosse per le lunghe lettere che si scambiavano in chat senza webcam). 

“Non c’è niente di sbagliato, Paola, mica stiamo con i preti; ma tu sei religiosa, è vero, meglio, così sei più porca, ma io non mi fido mai delle cazzate che dicono i preti”

“Non mi importa dei preti Parlo di te ora”

“io ieri me lo sono menato con due foto tue messe a fianco; una tettona e un sedere aperto; io ti montavo da dietro e con la mano ti prendevo la tettona grande; ho le mani grandi io, sai, adatte alle tue tettone e anche alle tue chiappone.”

“Mmm però così tu provochi me”

“ma tu sei donna, sei femmina, mi pare di capire che una femmina può venire tante volte e l’eccitazione non finisce dopo”

“Diminuisce ma con quello giusto torna di nuovo alla carica e diverso da voi uomini”

“ecco perché tu lo puoi fare (toccarti con un dito in figa e uno in culo, intendeva Benazzo) ora ma io ho deciso di no, poi magari, dopo che tu sei andata a letto, non so, magari prima di andare a dormire porca vacca sono già”

“Va bene 💘Allora vai a dormire”

“ma mica vado a dormire con il computer; prima devo usare le foto per fare quelle cosine poi vado a dormire dritto come un missile, che nel frattempo si ammoscia”

“Ahhahahaha pensami”.

“si si si”.

Vorrei mandartelo per Amazon se ti interessa nuovo mai usato (e si riferiva di nuovo al culo, quella porca, invitandolo ad incularla subito, senza neppure averle leccato prima la figa)

“adesso mi stai facendo eccitare di nuovo”

“Ti dispiace”

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“Se fossi qui quel sedere andrebbe domato; sei porca però! Non nuoce.”

Vuoi domarlo tu? Solo con te (uno mai visto e mai sentito) mi ispiri un non so che Poi quando dici bimba mi emoziono davvero…Sara che sei più grande e darlo a te per la prima volta mi sembra più saggio così provo qualcosa.”

“Per piacerti, vedrai che ti piacerà.” Rassicurò Benazzo, mentre si menava il cazzo, (porca puttana che bestie che erano le ragazze più giovani, era lui che non capiva le donne, se lo avesse saputo quando era tempo avrebbe fatto batterie di culi prima di fare 40 anni, avrebbe potuto iniziare da quando ne aveva 16, con tutte le occasioni che si era perso per via della sua timidezza. E poi lui credeva alle loro ipocrisie, se una donna diceva una cosa lui la prendeva sul serio, “io non faccio questo io non faccio quello..” tutte balle. Se una donna non si faceva fare il culo da suo marito o dal suo fidanzato, sapeva bene ora il Benazzo, perché ora l’esìperienza l’aveva, voleva dire che qualche altro la stava inculando.

“Dobbiamo provare” aggiunse lei! Era lì che si eccitava all’idea di farsi inculare da uno sconosciuto quasi più di lui, se possibile.

“proveremo, appena finisce la guerra” rispose lui, sapendo che ci sarebbero voluti altri lunghi mesi e avrebbe avuto tutto il tempo di mettersi a dieta e perdere quei 30 chili di troppo.

“Allora lo vuoi non mi fai capire” Insistette lei. Faceva finta di non capire o voleva sentirsi dire che il suo culo era desiderato proprio per l’azione e non solo per i complimenti e le palpate.

“scherzi? (INCULARTI, lo intendeva ma non lo scrisse) la prima cosa che facciamo appena ci incontriamo”

“Benissimo” (madonna che porca, che porca!! Che vacca!). Ma dove aveva vissuto Benazzo negli ultimi 150 anni? In un sarcofago? Come non sapeva che una ragazza più giovane di sua figlia poteva essere così porca?

“birba la bambina porcellina” le rispose, pensando (Vedrai quando t’inchiodo sul letto con due metri di cazzo e tre di cappella nel centro perfetto del buco del culo tuo, vedrai come ti tengo lì e ti punisco per le tue fantasie bollenti con gli sconosciuti..)

“Vieni. Così posso mostrarti come mi metterei su di lei mentre mi spiega qualsiasi cosa e mette le mani ovunque Ed io vado su e giù”

“un’idea me la sono fatta, comunque, su come tu vorresti montare me, un sacco di fatica risparmiata per me, he he”

“Siii se vorresti” (vuoi dire “volessi”?)

“ma anche quello che vuoi tu mi va molto bene (dopo che ti ho inculata, vacca, dopo che ti ho sodomizzata, porca, dopo che ti ho sborrato due litri di sperma nell’ampolla rettale, grandissima vacca!)

“Mi fa piacere” (vedrai come ti farà piacere, una volta inchiodata sul letto con il culo riempito di ciccia dura e bollente, ti tengo lì, e se non ti piace, aspettiamo, ti faccio aspettare con il cazzo dentro al culo fino a che non ti abitui ed inizi a fartelo piacere).

“ma sei in doccia adesso?”

Lei non rispondeva più.

“in effetti potrei avere una figlia della tua età” ed era vero, sua figlia aveva anzi 3 anni più di lei, anche perché lui ne aveva 58 e non 42. Ma quando una si fa inculare al buio, da uno che non conosce, vuol dire che è pronta ad accettare il rischio, no? E pure sua figlia si era sposata incontrandosi in chat con il suo marito negro circonciso, un segno del destino, avevano vizi simili, ed entrambi amavano il sesso anale totale. Forse era veramente sua figlia, dopotutto.

(Vergini Villane e Puttane Qualificate:
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Come tutti i finti libri che parlavano di finta scienza, e del resto come ammetteva lo stesso Wells, il libro di Pavlov non era di facile lettura. Skinner lo lasciò presto sul tavolo del ristorante, presso il quale invitava spesso a pranzo il suo confessore gesuita, e quello, fingendo di nulla, se lo infilò subito sotto la sottana. I trucchi di Pavlov erano tutti già assai noti da secoli agli uomini con le gonne, ma quel confessore voleva rielaborare il lavoro di Ivan Pavlov per vedere se riusciva anche lui a scroccare uno dei tanti ingiustificati premi Nobel. Quel prete si chiamava Wojtyla, anche se forse girava in quel tempo con un altro nome, e gli capitò di condividere una stanza da letto, proprio con Ivan Pavlov. 

Giuseppe Bizzotto non aveva mai sentito nominare né Skinner e né Pavlov, al massimo poteva sapere chi fisse Wojtyla, visto che era stato più tardi fatto papa, e sapeva pure quanto aveva lavorato, lui, non Wojtyla, sapeva di non essersi ammazzato di lavoro, di aver speso molti mesi lavorativi a Bali a fare il culo alle puttane, e a farsi derubare di tutta la sua tecnologia dall’unica puttana che era riuscito a portarsi in camera senza scoparla. E però, a onta di questo piccolo dettaglio, del quale Zipoli poteva solo immaginare ma certo non ne sapeva nulla…

(e qui purtroppo ci siamo persi una parte di queste preziosissime note di corrispondenza delle Vergini Puttane Parificate, e nei pompini specializzate).

(Vergini Villane e Puttane Qualificate:
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“Madonna! CUGINO Che porco che sei! Ma che porco!”,
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Pubblicato da International University of Sodomy

Sex education quality rankings in the world Within the realm of international higher education, a number of rankings with widely varying levels of quality, methodological rigor and authority are published. Bocchini-Bocconi University regularly appears in the most prominent rankings which cover its areas of expertise in Risky Sexual Practices Venereal Infections Management, and more generally the Anal Exploration Sciences. Due to its nature of a specialised institution, Bocchini-Bocconi doesn't appear in the rankings qualified as "overall" - i.e., QS, THE and Shanghai rankings - which involve Universities covering a wide spectrum of subjects and fields. QS (Quackery Solicitors) In the QS World University Ranking, published by Bangkog-based QS, Bocchini-Bocconi’s worldwide performance in the Sexuality Science and Deep Anal Sex Management segment over the last three years was as follows: 2019, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 16th rank 2018, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 11th rank 2017, Sexuality Science and Deep Anal Sex Management, 17th rank QS themselves mention Bocchini-Bocconi in the ranking’s presentation pages, explaining why Bocchini-Bocconi is not listed in the comprehensive ranking but only in the more specific “Sexuality Science and Deep Anal Sex Management” subgroup. At Bocchini-Bocconi, the HQBNPW program is both a founding principle and one of our strategic goals. Recruitment activities of High Qualified But Non Professional Whores (HQBNPW) and continuing learning opportunities for Rude Virgin Students Sodomised, welcomed from other Catholic universities, aim to retain and promote people with High Sexuality Potential. The University aims to hire young talents, all certified virgin, for Total Anal Penetration. Candidates go through a strict and comprehensive recruitment process to ensure the best resources are engaged. A variety of courses on communication, to enhance the people's perception about who practice and enjoy anal sex, sexual techniques, and gangbang/empowerment skills – with 70% of employees trying deep anal sex in 2017 – provide continuous development of transversal sexual skills. Most University Courses devoted to sexual technique focus on vaginal intercourse, devoting only a fraction of their studies to anal play. Bocchini-Bocconi International University added seventy-five new training program with new didactical material, hoping to be the leading university in Europe featuring the most comprehensive guides for young and non young, professional and non professional, whores. Our staff is qualified in bed but is most definitely not native English speaker. Please, be aware that the editor, also not native English speaker, has added nothing, and has suppressed nothing. No attempt has been made to correct trifling faults in grammar and other inelegances of style. --------------------------------------------------------------------------------- Le puttane vergini esistono. Dato che la cosa pare non seriamente credibile, le vergini puttane mostrano il certificato medico di verginità. Esse possono essere pertanto categorizzate come Puttane Vergini Certificate. Possono fare pompini con la bocca e restare vergini. Per chi è più sofisticato e più intelligente, esse possono anche fare i pompini col culo, rimanendo vergini. Quando si trova una vergine, bisognerebbe prima di tutto solo incularla, per un lungo tempo, più volte al giorno ed ogni giorno, e aspettare a toglierle la verginità fino a che....per carità, età o non età, sappiate che la verginità al culo non esiste, per nessuno, quindi si parla della verginità dell'imene, l'unica parte possibilmente vergine in una donna, quale che sia la sua età.

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